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“La Corrida”, parla il maestro Pinuccio Pirazzoli

Davanti alle esibizioni originali, scatenate e bizzarre, è sempre pronto a sostenere il “dilettante allo sbaraglio” con la sua gestualità garbata e rassicurante, scambiandosi sguardi di complicità con il conduttore Carlo Conti

Foto: Il maestro Pinuccio Pirazzoli

26 Aprile 2019 | 08:30 di Antonella Silvestri

Davanti alle esibizioni originali, scatenate e bizzarre de "La Corrida", il maestro Pinuccio Pirazzoli è sempre pronto a sostenere il “dilettante allo sbaraglio” con la sua gestualità garbata e rassicurante, scambiandosi sguardi di complicità con il conduttore Carlo Conti.

Un direttore d’orchestra si tappa le orecchie se non sente l’armonia dei suoni. Lei invece non perde mai il sorriso...
«L’orchestra è una delle migliori che la Rai abbia. Noi non proviamo con i concorrenti prima dello spettacolo. Come li vede per la prima volta il pubblico, li vediamo noi. Sono più allo sbaraglio io che loro… (sorride). Navighiamo a vista ma è tutto molto divertente».

E quando Conti ride a crepapelle, lei come si trattiene?
«C’è un grande rispetto per i concorrenti. Sono persone abituate a cantare nelle loro camere o in bagno, perciò quando si presentano in tv e davanti al pubblico per loro è una “scossa”. Questo non bisogna scordarlo mai».

Però a volte è proprio impossibile non scoppiare a ridere, in fondo fa parte del gioco.
«Certo, ci sono dei momenti bizzarri con personaggi che sanno benissimo che possono suscitare grandissima ilarità e solo in quel caso è concessa la risata».

C’è stato un concorrente che l’ha intenerita?
«L’anno scorso c’era un’anziana signora che leggeva poesie. Il suo sogno era recitarle in tv».

Per dirigere "La Corrida" bisogna avere molta autoironia. Lei l’ha sempre avuta o l’ha scoperta mettendosi in gioco con questo programma?
«Mi è naturale essere così. Mi sono sempre preso in giro. D’altronde se alla mia età mi chiamo ancora Pinuccio, significa qualcosa (sorride). Questo nome è l’unico regalo che mi ha fatto mio padre».

Lei all’età di quattro anni suonava già la fisarmonica esibendosi in famiglia. Il 9 giugno festeggerà 70 anni. Una vita nella musica.
«La musica è stata la mia mamma. Vivevo a casa con la zia di mia mamma e ricevetti come regalo la fisarmonichina. Ascoltavo le canzoni alla radio e mi mettevo a ripeterle con questo strumento. Abitavamo in via Tonale a Milano e ricordo che andavo su e giù per le scale. Bussavo alle vicine, entravo, mi esibivo e loro in cambio mi davano due biscotti. E così andavo a rompere le scatole agli altri condomini».

Tra lei e Carlo Conti c’è molta complicità. Lavorate insieme da anni. Come è nato questo sodalizio?
«Lavoriamo insieme dal 1995. Ci siamo incontrati grazie al produttore Bibi Ballandi».