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La nuova stagione di “Un giorno in pretura” con Roberta Petrelluzzi

Domenica 27 ottobre torna su Raitre con nove puntate dedicate a cinque processi. Com’è sempre stato dal gennaio del 1988, entreremo nelle aule dei tribunali accompagnati dall'anima e guida della trasmissione

Foto: Roberta Petrelluzzi

24 Ottobre 2019 | 9:15 di Enrico Casarini

Domenica 27 ottobre torna su Raitre "Un giorno in pretura" con nove puntate dedicate a cinque processi. Com’è sempre stato dal gennaio del 1988, entreremo nelle aule dei tribunali accompagnati da Roberta Petrelluzzi. Ed è lei, anima e guida della trasmissione, che ci parla della nuova stagione.

Quali vicende seguiremo?
«Partiamo dal caso di Giuseppe Piccolomo, già condannato all’ergastolo per aver ucciso una donna nel 2009 e ora giudicato responsabile anche della morte della sua stessa moglie, avvenuta nel 2003. Dopo rivivremo, tra gli altri, il processo per la morte di Stefano Cucchi e anche il caso di un parroco sardo condannato per aver “punito” a suon di botte un uomo che aveva tradito la moglie».

Come scegliete le storie?
«Quasi tutte sono scelte tra quelle che hanno avuto rilevanza sui media (il caso Cucchi, per esempio). Poi c’è quel vero segugio della regista Antonella Nafra che “setaccia” il lavoro di tutte le procure trovando anche vicende poco note. Fatta la scelta, inizia la parte burocratica per ottenere le tante autorizzazioni necessarie».

Nel suo lavoro conta di più la preparazione legale o la sensibilità umana?
«La sensibilità, senza dubbio. Alle carenze sul diritto e sulle questioni tecniche si rimedia sempre».

Lei ha rapporti con le persone coinvolte nei processi?
«Le evito: voglio restare neutrale senza lasciarmi trasportare dalla pietà o dall’affetto. Mi rivolgo solo agli avvocati e loro dicono sempre che sono brava. Chissà, però, se è vero o se sono soltanto giudizi “interessati”!».