Home TvProgrammi“La prova del cuoco”, Elisa Isoardi: «La cucina è un’ancora di salvezza per tutti!»

“La prova del cuoco”, Elisa Isoardi: «La cucina è un’ancora di salvezza per tutti!»

Torna il 25 maggio su Raiuno con la sua trasmissione. Dalle “lezioni” di zia Gabriella alle dirette Internet, la conduttrice si racconta a Sorrisi

Foto: Elisa Isoardi al banco del “pomodoro rosso” nello studio della “Prova del cuoco”, trasmissione che conduce dal 2018  - Credit: © Assunta Servello

21 Maggio 2020 | 9:15 di Enrico Casarini

È ora di apparecchiare la “tele-tavola”: Elisa Isoardi sta per riaprire le cucine della “Prova del cuoco” dopo la lunga pausa del coronavirus. Non che in questi giorni di attesa casalinga Elisa abbia spento i fuochi. Dal suo profilo Instagram ha continuato a dialogare con i cuochi del programma e con il pubblico, coinvolgendo nelle dirette un’ospite d’eccezione, sua zia Gabriella, che non solo l’ha ospitata a casa, ma si è rivelata un’efficace collega di “conduzione” e una saggia maestra di vita.

Elisa, è pronta a ripartire?
«Sì. Questo ritorno è l’unica certezza del momento!».

Troveremo una “Prova del cuoco” con nuovi ingredienti?
«Come ce ne siamo andati, tenendoci tutti a distanza di sicurezza, così torneremo, con pochissime persone in studio e senza pubblico. Ma in questo momento ci sembrava prematuro pensare a qualcosa di diverso. Sicuramente cercheremo di far parlare tante realtà che in qualche modo ruotano attorno al programma, come allevatori e agricoltori di quelle imprese familiari che in questo periodo hanno sofferto e soffrono di più».

Nel frattempo non ha perso tempo. Ha fatto della casa uno “studio” e ha continuato ad andare in onda su Internet…
«Ho cercato di tener viva l’atmosfera ed era l’unica cosa che potevo fare. Alle 12 ho creato una “simil-Prova” (e anche i cuochi sono stati contenti e orgogliosi di partecipare) e alle 19 “L’aperitivo con Elisa” coinvolgendo amici esterni alla trasmissione come Al Bano o la filosofa Michela Marzano. Comunque, se è vero che sono stata vicina al pubblico, è altrettanto vero che la gente da casa mi ha dato una ragione di vita. È stato uno scambio altruistico».

E com’è stato lo “scambio” con zia Gabriella? Lei l’ha coinvolta nelle dirette, ma in cambio cos’ha avuto?
«È stata una scoperta! Sono stata con lei, perché abita vicino agli studi televisivi, quindi al momento del blocco è stato naturale fermarmi lì. Io ho 37 anni, lei 87: abbiamo dovuto sincronizzarci in tutto e abbiamo trovato una sintonia perfetta. Da lei ho imparato molto, per la cucina e per la vita. Da una parte mi ha insegnato a fare i dolci “a occhio”, senza dosare gli ingredienti con la bilancia, ma a cucchiai; dall’altra, mi ha fatto capire che il tempo va scandito in modo diverso, che ogni cosa si può fare con calma e che se rallenti un po’ non succede nulla, non scappa nulla».

Cosa le mancava in quella casa?
«Forse il computer, ma solo per qualche questione di lavoro… Quando ho sentito la mancanza del mio Piemonte ho fatto anche la “bagna caoda” (tipico piatto piemontese, ndr) e zia Gabriella, che è della parte romana della famiglia, ha apprezzato moltissimo».

La ricetta di casa Isoardi ha qualche segreto?
«La “bagna caoda” è una preparazione semplice di aglio, acciughe e olio in cui intingere un trionfo di verdure, crude e cotte, il massimo è il topinambur crudo! Ma è un sapore molto forte, e allora noi facciamo bollire l’aglio nel latte per quattro volte, così anche i palati più delicati non hanno problemi».

Oltre tutto, in questa quarantena gli italiani hanno cucinato moltissimo: alla “Prova” dovrete alzare il livello delle vostre proposte?
«Abbiamo una certezza: la cucina è l’unica ancora di salvezza. Se tutti hanno parlato di cucina e sono diventati cuochi, vuol dire che la cucina c’è ed è una cosa che unisce sempre. Noi dobbiamo rimanere sui piatti storici per capire come si fanno in modo perfetto. È il momento di aprirsi di più a chi ha scoperto da poco i fornelli: da lì passano tutti!».

Qual è il momento del pasto che preferisce: la creatività della preparazione, la condivisione del mangiare insieme o la soddisfazione delle chiacchiere dopo?
«Io apprezzo tutto, dalla A alla Z! Mi piace anche quando uno, alla fine, lava i piatti mentre gli altri stanno sul divano. Ma il mio carattere lo vedo nella preparazione, perché non faccio mai due piatti uguali… Gli altri apprezzano un po’ meno, perché in cucina combino un macello che lasciamo perdere».

Quindi è lei che sta sul divano…
«Beh, certo!».