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Licia Colò conduce su Tv2000 “Il mondo insieme”

Documentari e reportage esclusivi che permettono ai telespettatori di viaggiare e scoprire realtà lontane stando seduti sul divano

Foto: Licia Colò

21 Novembre 2019 | 14:09 di Simona De Gregorio

Documentari e reportage esclusivi che permettono ai telespettatori di viaggiare e scoprire realtà lontane stando seduti sul divano. Questo è il cuore del programma condotto da Licia Colò, "Il mondo insieme", in onda su Tv 2000 ogni domenica pomeriggio.

Licia, Il mondo insieme è giunto alla sesta edizione. Cosa rappresenta per lei?
«È come se fosse la mia casa, dove ho il piacere di ospitare tante persone: viaggiatori, scienziati, sportivi, persone comuni...».

Quest’anno avete deciso di dare ampio spazio ai giovani. Come mai?
«È un obiettivo ambizioso perché andiamo in contro tendenza. In un momento in cui i giovani guardano poco la tv noi ci rivolgiamo proprio a loro. Ma penso che sia una bella sfida per capire quali sono i loro sogni, le cose per cui lottano. Anche perché i ragazzi stanno dimostrando di essere sensibili ai temi dell’ambiente a cui diamo risalto nel programma».

Lei è da sempre un’ecologista. Che cosa fa nel quotidiano per la difesa dell’ambiente?
«Niente di speciale. Ma solo un insieme di piccole cose. Al supermercato scelgo prodotti sfusi, faccio seriamente la raccolta differenziata dei rifiuti, cerco di non tenere al massimo il riscaldamento in casa e mi muovo con una piccola auto ibrida».

Non è poco...
«Forse no, ma non sono una fanatica. Per esempio, non rinuncio a viaggiare in aereo perché inquina. Difendere il pianeta va bene, ma non possiamo tornare all’età della pietra...».

Sua figlia Liala è sensibile alla tutela dell’ambiente come lei?
«Liala ha 14 anni, l’età in cui i ragazzi si interessano soprattutto ai social. Ma, nonostante io sia spesso fuori casa, ho seminato qualcosa di buono: quando bisogna battersi per una buona causa Liala c’è».

Stanca di viaggiare?
«Vorrei solo avere il tempo di farlo per me stessa e non per lavoro. Mi piacerebbe un viaggio lento, improvvisato, senza tappe obbligate. Perché viaggiare per me è la massima espressione di libertà».