“Lui è peggio di me”, tornano insieme Giorgio Panariello e Marco Giallini

Sono tornati. E, per la gran fortuna del loro show, non presentano segni di “miglioramento”

Marco Giallini e Giorgio Panariello
23 Settembre 2021 alle 08:21

Sono tornati. E, per la gran fortuna del loro show, non presentano segni di “miglioramento”. Giorgio Panariello e Marco Giallini hanno cominciato la seconda stagione di "Lui è peggio di me" e ancora non si può dire chi sia veramente il “peggiore” dei due. Lo show invece è un po’ cambiato: la “distanza” tra loro s’è fatta minore («Abbiamo bucato il muro che ci separava» dice Giorgio), ci sono le due presenze fisse nuove («Per defaticare noi e anche chi ci guarda da casa» aggiunge Giorgio) dell’attrice Anna Ferzetti e del comico Max Angioni, e c’è il pubblico in studio. «E finalmente!» conclude Giorgio, «perché un comico deve “leggere” il pubblico che ha di fronte per capire se sta andando bene».

Abbiamo riunito Panariello e Giallini per parlare di "Lui è peggio di me" “capitolo due” e… E vi assicuriamo che è come assistere a un match di lotta. Non greco-romana: toscano-romana. Due fiumi in piena di battute, ironia e progetti (forse) impossibili.

Giorgio, Marco, vi avviate a diventare una coppia “storica” come…
Giorgio: «Secondo me come Bud Spencer e Terence Hill… Marco, quando sta per andare in onda e gli viene l’ansia, lo vedo fumantino come Bud. Io mi sento più Terence, più riflessivo e calcolatore, più rilassato. Ma Bud aveva più istinto».
Marco: «Potremmo essere anche come le gemelle Kessler, però!».

Quanto c’è di scritto e quanto di improvvisato nello show?
Giorgio: «Io avevo chiesto di fare un programma in cui vedevamo i copioni solo quando andavamo in scena, tutto lasciato all’improvvisazione, ma pare che non si possa fare…».
Marco: «È per i tempi! Se una cosa non viene bene, come fai a rifarla? Ma per noi sarebbe fattibile: da amico e collega, ho capito che con Giorgio c’è il feeling adatto».
Giorgio: «E comunque promettiamo di cercare sempre di improvvisare».

Chi è peggiorato di più rispetto alla prima edizione?
Giorgio: «Marco, penso. Quando ci siamo rivisti temevo anche che si fosse dimenticato di quelle due regolette sulla tv che gli avevo insegnato: guardare il pubblico di casa attraverso la telecamera (sul set di un film questo non si deve fare!) e gestire l’abbigliamento. Anche se sei rock, non puoi far spuntare le mutande dalle braghe!».
Marco: «Lui però qualche giorno fa s’è magnato la mia amatriciana!».
Giorgio: «Eh, avevo cominciato la dieta e lui ha ordinato l’amatriciana e me l’ha messa davanti: capirai che…».
Marco: «Che? Tre o quattro rigatoni puoi prenderli… Ma trenta!?».
Giorgio: «Ecco, lui è peggio di me anche perché mangia cose terribili, pasti come quelli che danno ai leoni dello zoo!».
Marco: «Posso dire un’altra cosa? Giorgio è come i grandi, come Eddie Murphy, John Belushi: sa fare tutto, è un attore top. E quando faremo il primo, e ultimo, film insieme…».

Quale ruolo gli proporrai, Marco?
Marco: «La moglie».
Giorgio: «Quasi quasi ti dico di sì!».

Che film fareste?
Giorgio: «Una commedia all’italiana, perché se ne fa sempre meno. Adesso o fai la commedia “comica” o fai il dramma, e invece con lui farei un film in cui si ride e si piange: due fratelli che non si vedono da una vita, oppure che non sapevano di essere fratelli…».
Marco: «Una cosa tipo Sordi e Gassman, o Tognazzi e Vianello. O un "Amici miei", per dire… Ma vi rendete conto di che cosa sarebbe?».

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