Home TvProgrammi«Mai dire Talk», il Mago Forest: «Il vero conduttore arriva impreparato»

«Mai dire Talk», il Mago Forest: «Il vero conduttore arriva impreparato»

Il comico ci racconta come funzionano le cose in redazione. La Gialappa? «Fra noi credo sia amore». Le due colleghe? «Mi fanno piacere il mio lavoro». Gli ospiti? «Li contatto dalle pagine gialle»

Foto: Il Mago Forest con Greta Mauro a «Mai dire Talk»

06 Dicembre 2018 | 09:30 di Barbara Mosconi

Da quando fa il conduttore di un talk show (sempre che «Mai dire Talk» faccia parte del genere, considerando che è stato ideato dalla Gialappa’s Band), il Mago Forest risponde alle domande dei giornalisti con l’incipit «Caro collega» (o «cara collega», a seconda dell’interlocutore). Si potrebbe pensare che prenda il suo nuovo ruolo molto sul serio. E che pure lui, l’esilarante Forest, ora sia diverso.

Signor Forest, cosa è cambiato nella sua vita da quando fa il conduttore di un talk show?
«Poco. Tranne che è aumentata la richiesta di interviste come questa. Io evado con un programmino del computer che genera risposte casuali. Come sto facendo in questo caso».

Ora, quando si sveglia la mattina, qual è il suo primo pensiero?
«Questa è una calunnia. Io non mi sveglio la mattina, ma il pomeriggio. D’ora in poi, se qualcuno scrive il contrario, lo querelo».

Allora ci dica: qual è il suo primo pensiero quando si sveglia al pomeriggio?
«La prima cosa che penso è: “Dormo altri cinque minuti e poi mi alzo”».

I giornali e le notizie li divora con più attenzione?
«Assolutamente no. Il vero conduttore di talk show deve essere impreparato e pressapochista. Scendere al livello dei nostri ospiti dovrebbe essere la nostra missione. Molti non lo fanno e rischiano la radiazione dall’Albo dei giornalisti».

Quando finalmente arriva in redazione che sensazione ha?
«Mi sento fiero di far parte di una grande macchina dell’informazione, tutti a parlare di notizie, di informazione, di news… Poi, di solito, mi accorgo che per sbaglio sono entrato dentro la redazione del Tg5 ed esco».

Come si lavora nella redazione di un talk show?
«Come in miniera, ma con meno allegria».

Quanti siete e come vi dividete i compiti?
«Ci dividiamo solitamente in due gruppi. Un gruppo copia da Wikipedia, l’altro gruppo incolla».

Chi è il più puntuale?
«Non lo so. D’altronde, se lo sapessi, sarei io».

Chi è il più presente?
«Il mio stagista Dario Mensola. Anche perché dorme sotto la mia scrivania. Anzi no, scusate. Non è una scrivania. È più una gabbietta».

E il più assenteista?
«Abbiamo diverse sfumature di assenteismo. A volte sembriamo presenti coi nostri corpi, ma non lo siamo con la mente».

Il più fissato con i selfie?
«Io. Li faccio con tutti. Perché sennò mia mamma non crede che lavoro in tv».

Chi scova le «fake news»?
«Non amiamo verificare le fonti, se una notizia è bella è nostro dovere darla, non ce ne frega niente se è falsa».

Come si lavora con la Gialappa’s?
«Per quanto mi riguarda all’inizio era solo rapporto di lavoro, poi si è trasformato in simpatia, poi in amicizia e adesso credo sia amore. Fosse legale la trigamia ci farei un pensierino».

Le sue colleghe Stefania Scordio e Greta Mauro di cosa si occupano?
«Volevo giusto chiederlo a voi. Comunque mio padre mi dice sempre che l’unico modo per farsi piacere un lavoro è avere delle colleghe gnocche. A me il mio lavoro piace».

Chi contatta gli ospiti?
«Lo faccio io, personalmente, alla vecchia maniera. Aprendo le pagine gialle alla “o” di “ospiti televisivi”».

Quali ospiti ha contattato personalmente?
«Emily Ratajkowski (la splendida modella americana, ndr), ma non è voluta venire».

Quanto tempo prima di andare in onda compila il copione?
«Andiamo in onda giovedì, ma compilo il copione definitivo martedì. Ho un infiltrato a La7 che ruba quello di Giovanni Floris e me lo spedisce. Devo solo cambiare i nomi degli ospiti».

Quante domande prepara e quante ne improvvisa?
«Diciamo che la proporzione è 77% preparate e 23% improvvisate. Sa che è la prima volta in vita mia che mi serve il mio diploma di ragioneria?».

I suoi maestri di talk show?
«I veri maestri li trovi nei bar del mio paese, Nicosia. Talk show tutte le sere prima di cena e sempre con gli stessi ospiti, poi alle 20 puntuali a casa, altrimenti le mogli si arrabbiano».

L’ultima cosa che fa prima di andare in onda?
«Mi faccio un caffè corretto con sambuca con il mio amico Hermy. Se sono teso, caffè con sambuca a parte».