Massimiliano Ossini conduce “Unomattina Estate”

Dal 6 giugno, ogni mattina su Rai1: «Farò anche delle trasferte al mare e sui ghiacci»

5 Giugno 2022 alle 08:54

«Già puntato la sveglia all’alba?». La domanda sorge spontanea se si intervista Massimiliano Ossini, dal prossimo 6 giugno conduttore, insieme con la giornalista Maria Soave, di “Unomattina Estate” su Rai1. «In realtà quest’anno non devo svegliarmi presto, sarò in video più o meno dalle nove a mezzogiorno». Ossini, che da otto anni è il volto di “Linea bianca”, il programma della domenica dedicato alle montagne, risponde mentre sta immancabilmente scarpinando sui monti sopra Ascoli Piceno dove vive con la famiglia. Tra una risposta e l’altra elenca nell’ordine: un magnifico sentiero nel bosco, la vista mozzafiato del mare in lontananza, un incredibile monastero dell’anno Mille scavato nella roccia e, per finire in bellezza, un falco che sorvola il cielo luminoso.

Quindi niente sveglia all’alba.
«Stavolta mi sveglierò con calma, non sarà l’alzataccia che avevo fatto l’altra volta».

L’altra volta, ossia nell’edizione del 2018.
«Sì, per me è un ritorno piacevole, sarò di nuovo nello studio di “Unomattina” dopo aver girato il mondo con “Linea bianca” e “Kalipè”. Questa alternanza per noi conduttori è importante: quando siamo fuori prendiamo il meglio, così una volta tornati in studio abbiamo voglia di raccontare una storia diversa. Poi ti “saturi” e hai bisogno di uscire di nuovo fuori».

Nelle ultime tre estati cosa è successo “fuori”?
«L’anno scorso ho lavorato: abbiamo registrato tutto “Kalipè” (due puntate speciali sono in programma il 22 e 29 giugno su Rai2, ndr), siamo stati in giro per il mondo e mi sono divertito moltissimo, passando dalle Maldive al Nevada e all’Islanda. Le altre estati mi sono goduto la famiglia, moglie e figli, quest’anno verranno loro a Roma».

Lei è tra quelli che amano le città vuote ad agosto?
«Assolutamente. Essere a Roma senza macchine e senza smog, senza il traffico delle scuole, d’estate quando molti partono... ecco allora è come essere in un’altra Roma, è bellissima».

Un’estate che, dopo la pandemia, sembra di nuovo spensierata.
«Me lo auguro, anzi mi auguro di dare belle notizie, tipo un accordo per la guerra in Ucraina e numeri non da paura sulla peste suina e sul vaiolo delle scimmie. Mi piacerebbe lasciare un’impronta positiva. C’è il problema dell’energia? Noi racconteremo le comunità energetiche che stanno nascendo per abbassare il costo della bolletta e tutta una serie di cose al servizio del cittadino per dare un segnale di ripresa».

Il pubblico ormai è abituato a vederla all’aria aperta fra monti e valli, non chiuso in uno studio.
«Ci sarà una bella apertura verso l’esterno con gli oceani, i laghi, le montagne, i ghiacciai, argomenti che ci fanno sognare. Io mi metto nei panni del telespettatore: preferisce vedere me in studio o una bella distesa di mare pulito?».

Entrambi, per non far torto a nessuno?
«Infatti ci sarò io, ma racconterò le bellezze del territorio con tante immagini. E ci saranno collegamenti con gli eventi fuori, la Biennale di Venezia, il Salone del mobile, il concerto di Jovanotti...».

Per lei sono previste anche trasferte o solo giacca e cravatta e aria condizionata?
«Diciamo che mi vedrete in giacca e cravatta, e ogni tanto avrò anche io un mio sfogo, uscirò dallo studio e nel weekend andrò a realizzare qualche servizio particolare, come il controllo del ghiacciaio sull’Adamello o mi immergerò con la Guardia costiera per seguire il progetto di piantare la posidonia sui fondali. Quando lo fai in prima persona è sempre diverso da quando sei in studio e lo racconti».

Al lavoro sette giorni su sette.
«Sarà faticoso, ma non mi pesa, anzi sono fortunato, ci sono tanti che in questo periodo non hanno lavoro o che soffrono e stanno male».

Ci sarà pur qualcosa che pesa...
«L’unico “sacrificio” sarà stare lontano dalla famiglia e lontano dalle mie montagne, ci vado appena posso, non solo per lavoro».

Come rimedierà?
«Cercando di fare qualche camminata vicino a Roma, magari scapperò il pomeriggio per una scarpinata al monte Terminillo. Il fattore montagna, il verde, lo stare “fuori” giova anche a quello che poi faccio “dentro”: mi aiuta ad avere più pazienza quando sto con gli altri e crea un ambiente più sereno».

Seguici