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Max Giusti, un Boss (in incognito) sotto l’albero

I fan di "Boss in incognito" stanno per ricevere un bel regalo di Natale: lunedì 21 dicembre su Raidue andrà in onda una puntata speciale del docureality

Foto: Max Giusti

17 Dicembre 2020 | 15:32 di Tiziana Lupi

I fan di "Boss in incognito" stanno per ricevere un bel regalo di Natale: lunedì 21 dicembre su Raidue andrà in onda una puntata speciale del docureality condotto da Max Giusti. Per l’occasione il conduttore vestirà i panni di Josè, operaio di origini cilene che aiuterà il boss nella sua missione.

Max, un regalo di Natale per il pubblico, ma anche per lei che torna in un programma che ama molto.
«Boss in incognito è la cosa più simile a un film di Frank Capra che io conosca e perciò è più che mai adatto a questo strano periodo natalizio. E, per me, è anche una bella soddisfazione».

Ha parlato di strano Natale. Lei come trascorrerà le Feste?
«A casa con mia moglie, i miei figli e i genitori. Poche persone per rispettare le regole ma, anche, per buon senso. Cercare di fare i furbi in questo momento significherebbe fregare se stessi. Io sono al dodicesimo tampone e ogni volta ho paura. Dobbiamo rigare dritto, sperando che tutto questo passi il prima possibile».

Albero o presepe?
«Tutto! Quest’anno, forse a causa di ciò che stiamo vivendo, abbiamo iniziato i preparativi prima del solito. Natale deve essere una grande festa soprattutto per Matteo e Caterina, i miei figli di dieci e otto anni e mezzo».

Quando il bambino era lei?
«Aspettavo il Natale tutto l’anno. La mia era una famiglia modesta e quel giorno era l’unico in cui mio padre si sedeva a tavola senza che gli si leggesse sul viso la preoccupazione di arrivare a fine mese. Andavamo a casa dei nonni, c’erano zii e cugini. Era davvero una giornata speciale, che ora vorrei che vivessero i miei figli».

Se dovesse scrivere una lettera a Babbo Natale…
«Gli chiederei la salute per tutti. E, poi, di far conoscere meglio alle persone il valore della parola “solidarietà”. Diversamente da altri Paesi, nel nostro se uno rimane indietro, qualcuno si ferma ancora, ma meno di prima. La solidarietà è un valore che dobbiamo riscoprire».