Home TvProgrammiNicolò Scalfi, il campione di “Caduta libera”: «Ho vinto 400 mila euro e aiuterò i miei genitori»

Nicolò Scalfi, il campione di “Caduta libera”: «Ho vinto 400 mila euro e aiuterò i miei genitori»

Il ventenne di Brescia ha totalizzato una cifra record: «Merito dei cruciverba che faccio con la nonna». È il concorrente che ha vinto la cifra più alta di sempre al quiz condotto da Gerry Scotti

Foto: Nicolò Scalfi, il campione di "Caduta libera"  - Credit: © Frezza-La Fata

30 Maggio 2019 | 16:24 di Solange Savagnone

Il 27 maggio Nicolò Scalfi, il “campioncino” di “Caduta libera”, ha vinto 70 mila euro, raggiungendo la cifra totale di 400 mila euro. Entra così nella storia del quiz di Endemol Shine Italy, condotto da Gerry Scotti, come il concorrente che ha vinto la cifra più alta di sempre e quello con il maggior numero di presenze: 53 puntate, calcolate fino a lunedì 27.

Nicolò, ora che sei diventato una star della tv la tua vita è cambiata?
«Sono più popolare e mi fa piacere: tante signore vogliono fare una foto con me. Le ragazze mi corteggiano di più, anche se sono ancora single. E qualcuno mi chiede di offrigli un drink in discoteca. Diciamo che per il momento, visto che ancora non ho ricevuto tutto il montepremi, sono più povero di quando ho iniziato! (ride) Per il resto la mia vita non è cambiata, esco con gli amici di sempre, ma faccio più attenzione al perché la gente si avvicina a me».

Come userai tutti quei soldi?
«Per studiare, comprare un’auto nuova e una casa, quando tra qualche anno andrò a vivere da solo. Inoltre aiuterò i miei: papà è un operaio quasi in pensione, mamma di recente ha trovato lavoro come inserviente ma vorrebbe cambiare. Intanto mi sono tolto qualche sfizio: ho un cellulare nuovo e sono stato con i miei tre amici storici a Barcellona».

Pensavi di poter raggiungere una cifra così alta?
«Ho iniziato a vincere da subito e non me lo aspettavo. In tv mostro di avere sangue freddo e dopo tante puntate riesco a gestire meglio le emozioni, ma all’inizio non era così. Lo nascondo bene, ma in realtà sono molto emotivo».

Come ti prepari?
«La cultura serve tanto, ma anche l’abilità nel ricostruire la parole. Bisogna avere memoria. Io ce l’ho da sempre e la tengo allenata con i cruciverba: ne faccio uno al giorno con mia nonna mentre beviamo il caffè dopo pranzo. Prima di una puntata invece non mi preparo, improvviso».

Quindi in realtà non sei un piccolo genio?
«A scuola non ero un secchione, le materie scientifiche non mi piacevano. Studiavo poco ma avevo la sufficienza anche grazie alla memoria».

In famiglia cosa dicono di questa avventura?
«I miei genitori sono molto orgogliosi. I nonni invece sono preoccupati. Temono che qualcuno possa sfruttarmi per la mia vincita. Ma io resto con i piedi per terra perché sono felice di quello che ho. Vorrei solo trovare un lavoro che mi piaccia. Il mio sogno è diventare telecronista sportivo. Prima però voglio laurearmi in Scienze della comunicazione o in Lettere».

Lo sai che prima o poi qualcuno ti batterà?
«Sì e mi dispiacerà: perché è un’esperienza bellissima!».