Home TvProgrammi“O anche no” su Raidue con Paola Severini Melograni

“O anche no” su Raidue con Paola Severini Melograni

Il docu-reality è in onda ogni domenica mattina e protagonisti sono i ragazzi portatori di handicap che lavorano nell’Albergo Etico di Roma e gli artisti con disabilità che formano il gruppo rock Ladri di carrozzelle

Foto: Paola Severini Melograni con Carlo Verdone

10 Ottobre 2019 | 14:23 di Simona De Gregorio

«Da sempre mi occupo di sociale e diversità, due realtà che riguardano tutti. Sono quindi felice di essere riuscita a portare in tv questo format, che ha una funzione educativa molto forte». A parlare è Paola Severini Melograni, curatrice e conduttrice di "O anche no", il docu-reality in onda ogni domenica mattina su Raidue.

Protagonisti sono i ragazzi portatori di handicap che lavorano nell’Albergo Etico di Roma e gli artisti con disabilità che formano il gruppo rock Ladri di carrozzelle. A interagire con loro in ogni puntata c’è un ospite vip, da Carlo Verdone (che vedremo domenica 12) ad Arisa, da Renzo Arbore a Jo Squillo e Piero Angela.

Paola, come è riuscita a chiamare a raccolta così tanti nomi importanti?
«Li conosco da tempo e quando li ho invitati hanno accettato tutti senza esitazione perché sono molto sensibili al tema della solidarietà».

Qual è il suo obiettivo?
«Dimostrare che, a dispetto di quanto si creda, l’Italia è un Paese molto attivo sul piano della coesione e dell’accoglienza. Per esempio, siamo stati i primi ad abolire le scuole speciali e i manicomi».

I protagonisti sono i giovani. Perché?
«Perché è soprattutto ai ragazzi che mi rivolgo. Vorrei che vedendo quante risorse hanno i loro coetanei che soffrono di autismo, di sindrome di Down e altre disabilità capissero i veri valori della vita».

Come mai ha voluto i Ladri di carrozzelle?
«Li seguo da tanti anni. Nel 2017 sono riuscita a portarli al Festival di Sanremo come ospiti ed è stato un successo. Ora desidererei che partecipassero alla prossima edizione entrando in gara. Solo così ogni pregiudizio verrebbe abbattuto e cadrebbe ogni barriera tra i concetti di “normalità” e “diversità”».

Un momento particolarmente commovente della trasmissione?
«Quando Renzo Arbore ha pianto ricordando un cugino che soffriva di una grave menomazione fin dalla nascita».