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“Onorevoli confessioni”, al via con Laura Tecce

Cosa sappiamo delle vite delle persone che ci governano? A indagare nel loro privato è la giornalista con il programma in onda da giovedì 8 ottobre su Raidue

Foto: Laura Tecce

08 Ottobre 2020 | 9:39 di Simona De Gregorio

Li conosciamo per i loro schieramenti politici, per le loro idee e programmi. Ma cosa sappiamo delle vite delle persone che ci governano? A indagare nel loro privato è la giornalista Laura Tecce nel programma "Onorevoli confessioni", in onda da giovedì 8 ottobre su Raidue.

Laura, come avete scelto i politici da incontrare?
«Abbiamo puntato su leader o comunque personaggi che hanno esperienze significative. Ovviamente cercando di attingere da tutti i partiti. Tra i tanti nomi avremo la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, il deputato di Forza Italia Renato Brunetta e il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini».

Sono stati disponibili a raccontarsi?
«Sono interviste lunghe e all’inizio molti erano un po’ titubanti, ma man mano si sono sciolti e alla fine tutti sono stati felici di mostrare un lato inedito di sé».

Sono stati più aperti gli uomini o le donne?
«Non è tanto una questione di genere, quanto di carattere. Ma le donne tendenzialmente hanno meno timore nel fare emergere i loro lati vulnerabili».

La politica è da sempre nel loro Dna?
«No, infatti è stato curioso scoprire che Bonaccini, da appassionato di calcio, avrebbe voluto fare il calciatore. La Meloni aspirava a diventare una cantante, ha imparato l’inglese con le canzoni di Michael Jackson».

E quando non sono al lavoro che passioni hanno?
«Nel tempo libero staccano la spina dedicandosi alla famiglia e ai loro interessi. Brunetta vive fuori Roma dove ha una vigna e si appassiona alla produzione del vino. La Meloni colleziona Angeli, mentre Bonaccini sa tutto delle le capitali del mondo».

Nella trasmissione ognuno porta un oggetto che lo rappresenta.
«Sì. La Bellanova, per esempio, ha portato un narghilè come spunto per raccontare la sua storia col marito marocchino».