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“Operazione NAS”, la serie contro le truffe alimentari

Il Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri è il protagonista del docu-reality di Nove giunto alla terza stagione e in onda dal lunedì al venerdì alle 19.30

Foto: Alcuni momenti del docu-reality “Operazione NAS“ in onda su Nove

21 Marzo 2019 | 11:15 di Andrea Di Quarto

Pochi docu-reality sanno essere appassionanti e inquietanti quanto “Operazione NAS”, su Nove. Le telecamere seguono i carabinieri nelle loro ispezioni quotidiane a caccia di ogni sorta di nefandezze igienico-sanitarie, ristoranti da incubo e truffe agro-alimentari… Ci compiaciamo dei successi dei militari, ma, ammettiamolo, tremiamo al pensiero di quello che potrebbe celarsi dietro la nostra prossima cena al ristorante.

Il tenente colonnello Vincenzo Maresca, 42 anni, comandante del Gruppo Carabinieri per la tutela della salute di Napoli, competente per tutto il Sud Italia, è l’ufficiale che comanda gli uomini che vediamo impegnati ogni sera in tv.

Comandante, ma lei ci va ancora al ristorante?
«Certamente. L’Italia è il Paese più controllato al mondo, quindi al ristorante si può andare molto più tranquillamente che nelle altre nazioni. La nostra intensa attività è a tutela dei cittadini. In altri Paesi questi controlli non sono né così frequenti né così efficaci».

Altrove, come negli Stati Uniti, c’è la classificazione igienico sanitaria: A, B, C...
«Non penso che sia un sistema migliore. Le cose cambiano, sia in positivo sia in negativo, e classificare può essere una limitazione. Meglio fare controlli mirati e attraverso la sanzione educare gli esercenti a migliorare. Il nostro “pacchetto igiene” è uno dei più completi a livello mondiale».

In Italia, solo di ristoranti ce ne sono 334 mila. Bastano mille uomini per fare tutto quello che vi viene chiesto?
«Operiamo i controlli per stagionalità, per campagne… C’è il tempo dell’olio d’oliva, del vino, del grano... cerchiamo di fare tutto. Le competenze sono tantissime, ma si fa il massimo che si può. L’organico è quello previsto e con il sacrificio dei carabinieri facciamo quello che l’istituzione ci richiede».

Avete una preparazione specifica?
«Tutti i sottufficiali frequentano un corso all’università dove apprendono le normative speciali».

Come si diventa Nas?
«Con un concorso interno. Superate le selezioni si partecipa a un corso che abilita come tecnici della prevenzione. Prima di tutto siamo carabinieri».

Perché ci sono tanti reati alimentari?
«Perché il “Made in Italy” dal punto di vista commerciale è uno dei marchi più redditizi del mondo. Sono appena stato all’estero e nei supermercati le bandierine italiane su prodotti di dubbia provenienza si sprecano».

La tecnologia vi aiuta?
«Al momento non abbiamo ausili sofisticati, ma per i nostri campionamenti ci avvaliamo di laboratori accreditati e di consulenti. Le nostre prove devono “reggere” ai processi e non di rado ci battiamo contro colossi».

Il piccolo esercizio è più rischioso rispetto alla grande industria?
«Da un punto di vista della qualità e della genuinità no. Il problema è che il piccolo è meno abituato a garantire la tracciabilità e la rintracciabilità del prodotto. Non è un problema da poco: se lei si sente male dopo avere mangiato un salume artigianale noi dobbiamo sapere da dove arriva quella carne. Il piccolo esercizio, per mancanza di personale e abitudine, ci fa meno attenzione».

Alcuni prodotti di qualità arrivano da luoghi minuscoli, eppure sono in tutto il mondo in grande quantità...
«Purtroppo non sempre il prodotto che si dichiara è quello che viene usato. Queste sono truffe che fanno male soprattutto ai consorzi. Il consumatore dal canto suo subisce una frode: compra un prodotto che crede d’eccellenza e lo paga come tale, mentre sta acquistando un’altra cosa. Altre volte i venditori sono in buona fede e sono loro a essere ingannati. Credono di vendere un prodotto e in realtà ne vendono un altro».

Quest’anno le ispezioni si sono spostate nel sud Italia

I carabinieri dei Nas sono i protagonisti del docu-reality "Operazione NAS", la serie che segue, senza filtri, le vere indagini del Nucleo. In onda dal lunedì al venerdì alle 19.30 sul canale Nove, è giunta alla terza stagione. Le nuove puntate, firmate da Carla Mellidi e Gregorio Paolini, sono state filmate nell’Italia meridionale e vedono protagonisti i carabinieri dei Comandi di Palermo, Taranto, Catania, Salerno, Cosenza e Napoli, ogni giorno alle prese con situazioni illegali e potenzialmente, o del tutto, pericolose per la salute pubblica. Nove è visibile sul canale 9 del digitale terrestre, su Sky canale 149 e sul canale 9 di Tivùsat.

Chi sono e di cosa si occupano

Sono il braccio operativo del Comando per la tutela della salute dell’Arma dei Carabinieri, un dipartimento speciale che opera sotto la supervisione del Ministero della Salute. Il Nucleo antisofisticazioni e sanità dei Carabinieri (Nas), istituito nel 1962, conta oggi un migliaio di uomini e ha come obiettivo proteggere la salute pubblica attraverso ispezioni sanitarie, investigazioni e controlli in caso di adulterazione di alimenti, frodi e traffico illegale di medicinali. Tra i loro compiti principali, inoltre, vi è quello di effettuare ispezioni nelle aziende, controlli sul rispetto del protocollo Haccp (ovvero un insieme di procedure mirate a garantire la salubrità degli alimenti), fare attività di campionamento per l’analisi dei prodotti e rilasciare autorizzazioni. Fra gli altri compiti vi è anche il controllo sull’uso illegale di anabolizzanti e altre sostanze farmacologicamente attive negli allevamenti di animali, nonché il contrasto al commercio illegale di prodotti di provenienza extra-comunitaria, pericolosi per la salute dei consumatori in quanto realizzati e posti in vendita senza il rispetto dei requisiti di legge.

Al ristorante occhio a...

1. Prezzi troppo bassi. Menu convenienti in modo esagerato difficilmente sono compatibili con un prodotto di qualità.
2. Cattiva gestione della sala. Se la sala di un ristorante è sporca e poco curata è presumibile che la situazione non sia migliore in cucina e dove viene conservato il cibo.
3. Stagionalità del menu. Se il menu è sempre uguale tutto l’anno non rispetta la stagionalità e quindi è probabile che faccia affidamento su cibi conservati a lungo.
4. Mancata segnalazione di allergeni. Sono molti i prodotti che possono provocare reazioni allergiche. Se presenti nei piatti e non segnalati le conseguenze possono essere drammatiche.
5. Mancata segnalazione di prodotti congelati. I prodotti congelati vanno segnalati sul menu. Pagare per freschi prodotti congelati, molto più economici e di minore qualità, è una frode.