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Osvaldo Bevilacqua da 40 anni a «Sereno variabile»

Già entrato nel Guinness dei primati come programma più longevo del mondo con lo stesso conduttore, ora sta per rafforzare il suo record. Il 24 novembre infatti la trasmissione di viaggi compie 40 anni e aumenta il suo distacco

Foto: Osvaldo Bevilacqua conduce «Sereno variabile» dal 1978

22 Novembre 2018 | 11:50 di Simona De Gregorio

Già entrato nel Guinness dei primati come programma più longevo del mondo con lo stesso conduttore, ora «Sereno variabile» sta per rafforzare il suo record. Il 24 novembre infatti la trasmissione di viaggi di Osvaldo Bevilacqua compie 40 anni e aumenta il suo distacco.

Osvaldo, che emozione si prova a raggiungere un simile traguardo?
«Mi sento un po’ come il campione del mondo della tv (ride). Ringrazio il pubblico che mi è stato fedele. È un riconoscimento mi fa dimenticare tutta la fatica di questi anni».

Ce la descriva, questa fatica.
«Dal 1978 a oggi abbiamo percorso circa 18 milioni di chilometri. Per un lungo periodo sono stato continuamente in viaggio. Partivo, andavo in Polinesia e sulla barriera corallina australiana, tornavo a casa e il giorno dopo ero di nuovo su un aereo per la California. Ora che ci concentriamo sull’Italia è tutto più leggero». 

Oggi sono tanti i programmi di viaggi. Sente il peso della concorrenza?
«No, per niente. Anzi, penso sia positivo che ci siano tante trasmissioni dedicate alla scoperta del nostro territorio e delle nostre tradizioni».

Come festeggerete questo compleanno?
«Nulla di particolare. Sabato 24 dedicheremo una normale puntata a Viterbo. Poi, verso metà dicembre, dovrebbe andare in onda una maratona, una serata speciale con il “meglio di...”».

Nei suoi viaggi ha incontrato tanti personaggi famosi. Chi l’ha colpita di più?
«Sylvester Stallone. Ci siamo conosciuti nel deserto israeliano mentre stava girando Rambo 3. Mi aspettavo che non conoscesse per niente il nostro Paese. Invece mi ha lasciato a bocca aperta. Sapeva tutto sulla nostra storia e cultura».

Giocando sul titolo del programma, questi anni per lei sono stati più sereni o più variabili?
«Il mio è un viaggio sereno e piacevolmente variabile. Non è semplice condurre una vita da nomade, ma non c’è stato un solo momento in cui abbia pensato di mollare».