Pamela Anderson su Cielo ristruttura la casa di famiglia

Dal 7 novembre sul canale 26 del digitale terrestre sarà protagonista di un nuovo show, “Il giardino dell’Eden di Pamela”

7 Novembre 2022 alle 08:39

Ha attraversato oltre trent’anni di televisione e cinema, ma anche di storie d’amore travagliate, gossip, video personali finiti in rete. Ascese e cadute sono state il suo pane quotidiano, perché Hollywood, si sa, non è un posto facile dove vivere. Ma a Pamela Anderson, l’ex superstar di “Baywawtch”, i fan non hanno mai smesso di volere bene. Dal 7 novembre nel pomeriggio di Cielo (sul canale 26 del digitale terrestre) sarà protagonista di un nuovo show, “Il giardino dell’Eden di Pamela”. Abbiamo parlato in esclusiva con lei.

Pamela, esattamente di che cosa si tratta?
«È un programma in cui mi occupo della ristrutturazione di una proprietà che ho da circa 30 anni sull’isola di Vancouver (più grande della Sicilia e con circa 800 mila abitanti, ndr), in Canada, dove sono nata: l’avevo rilevata direttamente da mia nonna. Lei ci aveva trascorso tutta la vita e prima che ci lasciasse le promisi che l’avrei trasformata in un posto ancora più bello».

Quindi è uno show, ma anche una missione personale...
«Ci ho messo circa 25 anni prima di capire esattamente cosa fare e come farlo. Ma adesso ci siamo. Sto cercando di costruire il mio piccolo “capolavoro”, partendo dell’entroterra della proprietà fino ad arrivare al mare, passando attraverso un bellissimo giardino. È un’avventura molto speciale e romantica: troverete momenti divertenti, altri più toccanti».

Non la avremmo mai immaginata nelle vesti di “capocantiere”.
«In realtà amo le costruzioni (ride), così come scegliere i materiali adatti pensando alla sostenibilità ambientale. Sto imparando un sacco di cose nuove grazie agli esperti che ho coinvolto per questo progetto. È una cosa che faccio oggi, ma penso al futuro. Questa proprietà un giorno andrà ai miei figli e poi ai miei nipoti».

Com’è nata l’idea di portare questa storia in tv?
«All’inizio della pandemia, ero chiusa in casa a guardare programmi di cucina, giardinaggio e architettura. Questo mi ha dato una prima ispirazione. Poi un giorno ho rilasciato un’intervista al “New York Times” in cui parlavo del mio giardino: così Corus Studios e Hgtv Canada (che producono lo show, ndr) mi hanno contattato proponendomi di trasformare il mio lavoro in un programma».

Quando si è resa conto di avere questa passione per il design e l’architettura?
«Quando per la prima volta lasciai il Canada per trasferirmi a Los Angeles. Avevo poco più di vent’anni: pensi che non ero nemmeno mai salita su un aereo. Appena arrivata in California tutto mi sembrava così grande e subito sono rimasta stregata da quei palazzi, da quelle case meravigliose».

E oggi com’è lasciarsi alle spalle la vita glamour di Hollywood e tornare su un’isola canadese?
«A dir la verità ho sempre tenuto un piede qui. Giravo tutto il mondo e ogni volta compravo qualcosa da portare qui: lasciavo tutto in un deposito nel giardino. Negli ultimi anni mi sono messa ad aprire gli scatoloni in cui ho conservato queste cose: ci ho ritrovato me stessa. Questa isola e questa proprietà sono per me un luogo sicuro, un santuario».

Ha mai avuto la nostalgia di casa?
«Il Canada e in particolare l’isola di Vancouver rappresentano le mie radici. Il resto della mia vita è stato una sorta di sogno: sono stata ovunque, ho fatto cose folli. Ma poi quasi per miracolo sono tornata qui e sono ancora io, tutta intera. L’essere a casa mi rassicura: adoro lavorare nel giardino, camminare a piedi nudi, occuparmi di ogni singola pianta. Se serve, guido anche il trattore (ride). Sono tornata un po’ ragazza».

Qual è il suo posto preferito sull’isola di Vancouver?
«Credo che la costa sia veramente fantastica. Ma forse la cosa che amo di più è la semplicità e la gentilezza delle persone: in questo noi canadesi siamo molto diversi dagli americani (ride)».

Lei è un’icona pop da oltre trent’anni. Come si affronta l’essere popolari per così tanto tempo?
«Io non penso di essere popolare. Lei crede lo sia?».

Beh, certo!
«Non lo so. Di sicuro ho ancora tanti progetti da realizzare (tra cui un documentario sulla sua vita, ndr). Ora sto lavorando con mio figlio Brandon, che fa il produttore: è bravissimo e sono fortunata perché lui, nonostante io sia sua madre, mi vede per quello che sono. Ed è convinto che il mondo non sappia davvero come sono in realtà: quindi vogliamo raccontarvelo».

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