Home TvProgrammiPaolo Hendel, ospite fisso di «Quarta Repubblica»: «L’ironia è il mio pane»

Paolo Hendel, ospite fisso di «Quarta Repubblica»: «L’ironia è il mio pane»

Con la sua comicità pungente ogni settimana porta una ventata di leggerezza al programma di attualità di Rete 4 condotto da Nicola Porro

Foto: Paolo Hendel

08 Novembre 2018 | 15:40 di Simona De Gregorio

Con la sua comicità pungente ogni settimana Paolo Hendel porta una ventata di leggerezza a «Quarta Repubblica», il programma di attualità di Rete 4 condotto da Nicola Porro. «Sono felice di fare satira in un talk che parla di politica, economia e costume in modo pacato e mai urlato» dice Hendel.

Come nascono i suoi interventi?
«Ogni settimana io e Marco Vicari, l’amico autore che mi affianca, ci guardiamo intorno, seguiamo attentamente i fatti e fino all’ultimo montiamo e smontiamo gli interventi perché arrivano continuamente notizie più fresche».

Come si trova con Porro?
«Penso che sia bravissimo nel fare da spalla. È un conduttore che sa stare al gioco. Per chi fa satira è importante avere la complicità di chi ha di fronte. E poi nel programma sono libero di esprimermi senza condizionamenti».

E con Vittorio Sgarbi, l’altro ospite fisso, che rapporto ha?
«Di sicuro Vittorio è dotato di uno spiccato senso dell’ironia. E diverse volte mi sono stupito nel trovarmi a condividere alcune sue opinioni (ride)».

Qual è per lei lo scopo della satira?
«Secondo me funziona quando semina sani dubbi laddove esistono insane certezze. Se viene costruita bene, una battuta può avere l’effetto di spingere il pubblico a riflettere, a porsi delle domande e a mettersi in discussione».

Lei segue altri comici che fanno satira politica e di costume?
«Sì, perché il confronto è sempre utile e non si finisce mai di imparare. Per esempio invidio molto a Maurizio Crozza la sua capacità di imitare, di trasformarsi e calarsi in un personaggio».

Anche lei negli Anni 90 è diventato famosissimo grazie al personaggio di Carcarlo Pravettoni a Mai dire gol.
«Vero. Ed è un personaggio a cui sono rimasto sempre molto affezionato e che ha influito su tutto il mio percorso. Ma per me è una conquista riuscire a far ridere anche senza travestimenti».

Nella sua vita che importanza ha la comicità?
«Tanta. Serve a esorcizzare le cose negative che accadono intorno a noi. L’ironia e l’autoironia rendono più leggera la realtà».