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Paolo Ruffini porta in tv lo spettacolo «Up&Down»

Dopo averci fatto ridere a teatro e al cinema, il comico toscano arriva anche su Italia 1, in prima serata a Natale

Foto: Paolo Ruffini (al centro) con, da sinistra, Andrea Lo Schiavo, Federico Parlantu, Simone Cavaleri, Giacomo Scarno, David Raspi e Erika Bonura  - Credit: © Teo Di Biase & Mario Iovinella

20 Dicembre 2018 | 11:21 di Paolo Fiorelli

Dopo averci fatto ridere a teatro e al cinema, Paolo Ruffini con «Up&Down» arriva anche su Italia 1, in prima serata a Natale. Si tratta del documentario che racconta il dietro le quinte dell'omonimo spettacolo di cui il comico toscano è protagonista insieme con un gruppo di ragazzi affetti dalla sindrome di Down (le prossime date sono il 22 e il 23 gennaio al teatro Brancaccio di Roma).

Paolo, il sottotitolo di «Up&Down» è «Un film normale». Perché?
«È una riflessione su quello che intendiamo con questa parola. Che  cosa significa ?normali?? Chi è ?normale? e chi no?».

E lei come risponde?
«Penso che siamo tutti diversi e che la diversità è una forza, non una debolezza. Gli attori di questo film hanno un talento diverso. Sia chiaro che non faccio beneficenza: io ho bisogno di loro, li pago e quando alle prove per lo spettacolo non arrivano in orario li sgrido pure. Sono spietato».

Com'è nata questa avventura?
«A Livorno, la mia città, un giorno andai a vedere uno spettacolo organizzato da un mio amico, Lamberto Giannini. La sua compagnia è composta per metà da persone con disabilità. Da lì è nata l'idea».

Ci parla un po' dei suoi colleghi?
«Ah, David sa cantare Vincerò e gli piace spacciarsi per me. Erika è una vera vamp, parla di rossetti e trucchi meglio di Belen. Andrea fa l'imitatore e vuol pensare solo cose belle, mentre Federico si occupa dei problemi pratici: è un po' il nostro commercialista. Giacomo, invece, è un vero spudorato. E poi fanno, anzi facciamo, ridere!».

Nessun difetto?
«Eccome. Possono essere egoisti o antipatici o vanitosi o mille altre brutte cose, come tutti gli altri. Ma falsi mai».