Home TvProgrammi“Pavarotti”, su Rai1 il documentario di Ron Howard su Big Luciano

“Pavarotti”, su Rai1 il documentario di Ron Howard su Big Luciano

Una serata imperdibile per gli amanti della grande musica: venerdì 24 aprile Raiuno ci farà rivivere l’arte e la vita di Luciano Pavarotti con Pavarotti, eccezionale documentario firmato da Ron Howard

Foto: Luciano Pavarotti

24 Aprile 2020 | 10:18 di Enrico Casarini

Una serata imperdibile per gli amanti della grande musica: venerdì 24 aprile Raiuno ci farà rivivere l’arte e la vita di Luciano Pavarotti con "Pavarotti", eccezionale documentario firmato da Ron Howard, indimenticabile Richie di Happy Days e regista premio Oscar per A beautiful mind. Dalla giovinezza modenese ai trionfi nei teatri di tutto il mondo, ai grandi amori, al successo delle sue “incursioni” nella musica pop, al suo incessante impegno di filantropo, rivivremo la storia del nostro tenore più popolare e amato. Un’epopea che vi riassumiamo come fosse un’opera in sette magnifici atti.

GLI INIZI
Pavarotti inizia a cantare seguendo l’esempio del padre Fernando che faceva parte della Corale Rossini di Modena. Studia canto privatamente e per vivere fa il maestro elementare. Nel 1961, a 25 anni, vince un concorso e ottiene la prima scrittura per un allestimento della Bohème al teatro Valli di Reggio Emilia. Interpreta Rodolfo, ha subito successo e non scenderà più dal palcoscenico.

I TRIONFI
Il suo repertorio comprende una quarantina di opere interpretate nei maggiori teatri del mondo e dirette dai più grandi maestri. Se il suo ruolo “del cuore” forse fu Rodolfo nella Bohème, è stato anche un eccezionale Cavaradossi in Tosca e naturalmente un indimenticabile Calaf in Turandot, il “principe ignoto” che canta il celeberrimo «Vincerò» (nell’aria intitolata Nessun dorma).

LA SUA MODENA
Nato a Modena nel 1935, Pavarotti è sempre rimasto legato alla sua terra e alle sue amicizie emiliane, con cui poteva parlare in dialetto e fare partite a briscola (anche pochi minuti prima di andare in scena). Oggi il Teatro Comunale di Modena è intitolato a lui.

I TRE TENORI
L’evento che trasforma Pavarotti in una superstar pop è il concerto dei Tre Tenori. Si svolge il 7 luglio 1990, giorno prima della finale dei Mondiali di calcio di Italia ’90, alle Terme di Caracalla di Roma. In mondovisione Luciano, Placido Domingo e José Carreras incantano 800 milioni di spettatori con un repertorio di brani da opere e musical e di canzoni.

L’AMORE PER NICOLETTA
Negli Anni 90 la storia d’amore con Nicoletta Mantovani, la sua segretaria, stupisce tutti. Il tenore si separa dalla moglie Adua e la sposerà il 13 dicembre 2004 (nel 2003 è nata la loro figlia Alice; Luciano aveva già tre figlie: Cristina, Lorenza e Giuliana).

UN CUORE GRANDE
Pavarotti ha un cuore grande e per sostenere tante cause dà vita a Pavarotti & Friends. È un colossale evento in cui, per dieci edizioni, tra il 1992 e il 2003, chiama a Modena per esibirsi e duettare con lui le più grandi stelle della musica pop e rock.

SEMPRE IN SCENA
Cantando l’amata Tosca il 13 marzo 2004 al Metropolitan di New York, Pavarotti concluse le sue interpretazioni “teatrali”, che già dalla fine degli Anni 90 si erano fatte rare. Crebbero invece i recital, nei quali era accompagnato dal pianista modenese Leone Magiera. L’ultima esibizione di Pavarotti, che in carriera ha venduto più di 100 milioni di dischi, è stata il 10 febbraio 2006 a Torino, per l’apertura delle Olimpiadi invernali. Propose l’aria Nessun dorma: già malato, l’aveva registrata pochi giorni prima nel suo studio privato.