Home TvProgrammiPer finire la serata ci sentiamo due “Battute?”

Per finire la serata ci sentiamo due “Battute?”

Siamo stati dietro le quinte del programma più divertente del momento. Così pure Sorrisi... è diventato una gag

Foto: Il conduttore Riccardo Rossi improvvisa una gag: un balletto sul tavolo bianco degli umoristi tra le risate del pubblico in studio  - Credit: © Stefano Pavesi

25 Ottobre 2019 | 16:37 di Giusy Cascio

Dietro le quinte del programma più divertente dell’anno si ride come matti. Lo show si chiama “Battute?”. Un nome, un format: un gruppo di umoristi, seduti a un tavolo bianco e capitanati dal conduttore e capocomico Riccardo Rossi, commenta i fatti del giorno in seconda serata su Raidue (dal martedì al venerdi alle ore 23.30).

Ogni due minuti, a ripetizione, il presentatore legge una notizia e poi chiede: «Battute?». Sorrisi ha avuto accesso all’esilarante riunione di redazione dove gli autori e i comici scelgono le news su cui puntare. Ci accoglie Giovanni Benincasa, la mente di “Battute?”: «Era da anni che sognavo di fare questo programma e lo portavo in giro di canale in canale, ma solo grazie all’intuito del direttore Carlo Freccero ho potuto realizzarlo» confida. E poi ci spiega i segreti della formula: «Qui è tutto estemporaneo. Si procede a raffica, ogni sketch è fulmineo».

Di puntata in puntata si va delineando la personalità degli umoristi: c’è Lundini, anche lui autore, che sottolinea equivoci e doppi sensi usando le note della sua tastiera. C’è Faoro, tirato in ballo nelle situazioni più goffe, che viene da Mestre e lo ribadisce in continuazione. C’è Del Grosso, segni particolari “mammone” e “campano”, che passa il tempo a smanettare sul cellulare. E c’è Rapone, serio per contratto. Lo riconosci dalla voce da baritono e dal fatto che, qualsiasi domanda uno gli ponga, risponde: «Devo chiedere all’autore». Naturalmente, è un gioco: l’autore in questione è un signore del pubblico. E «devo chiedere all’autore» è diventato il tormentone di chiunque nel cast.

Il momento più irriverente nel backstage? Quello dei costumi. Nei camerini l’atmosfera si fa effervescente. «Chi sei? Una giornalista di Tv Paresi e Canzoni?» inizia uno. Da lì, un crescendo: «Tv Sorrisi Sdentati» rimarca Spreafico, detto il “fico” per il suo successo con le signore. «Tv Soprusi e Cauzioni» rincara la dose Mileto. E “la Fanelli”, con la parlata romanesca che la contraddistingue in scena, chiosa: «Tv, daje-a-ride e Stornelli». «Siete dei ragazzacci, smettela subito altrimenti devo dividervi» li bacchetta Benincasa quando si accorge che qualcuno la butta troppo in “caciara”. Ma non è confusione, è uno scoppiettante caos creativo. Qualcuno prende appunti, qualcun altro gioca con le carte gialle, rosse o verdi che fanno da “semaforo” per dare la parola all’umorista di turno.

Quando manca solo un minuto all’accensione della telecamera, tutti si fanno concentratissimi. Il comico libanese-australiano Imaan, piccolo di statura ma per autoironia all’altezza di ogni situazione, inizia a parlare in inglese e fa satira sulla politica italiana. La Becchimanzi e la Catuzzi regalano sferzanti arguzie contro gli stereotipi femminili con la complicità della Scognamiglio, ovvero “la donna che sussurra ai gabbiani“.

Nelle pause pubblicitarie Riccardo Rossi beve un sorso d’acqua perché a furia di coordinare gag, improvvisare passi di danza e urlare «Battute?» a squarciagola è disidratato e accaldato. «Strano» osserva facendoci l’occhiolino. «Con tutte queste freddure, qui dentro dovrebbero esserci 15 gradi sotto zero!».