Pierluigi Diaco: «Ho scelto “BellaMa’” dopo un sondaggio in un liceo»

Ci anticipa il suo programma in onda dal 12 settembre su Rai2 ogni pomeriggio: «Il titolo mi è stato suggerito dai giovani»

12 Settembre 2022 alle 08:20

Dopo 20 giorni di vacanza, Pierluigi Diaco è in ottima forma: «Mi sono riposato un sacco dopo che in questi mesi ho lavorato come un pazzo. Il 30 luglio siamo partiti per la montagna ed è stato stupendo. Poi siamo stati al mare con mia mamma e i genitori di Alessio (Orsingher, suo marito, ndr) e dal 22 agosto ho ricominciato a lavorare». Già, perché dal 12 settembre su Rai2 debutta la sua nuova creatura: “BellaMa’”.

Diaco, come sta vivendo i giorni che mancano alla messa in onda?
«Con grande entusiasmo perché ci lavoro da sei mesi, i casting sono iniziati a marzo, i provini a giugno, la campagna digital Rai ad aprile ed è il quarto format originale che ho l’onore di produrre internamente alla Rai dopo “Io e te”, “Io e te di notte” e “Ti sento”. Un lavoro corale che assomiglia molto a quello che ho visto quando ero piccolissimo fatto da Maurizio Costanzo e Pippo Baudo, quel pensare i programmi prendendosi il tempo di poterli limare».

La notte dorme bene?
«Sì. Sono felicissimo. È evidente che c’è un’emozione mista ad ansia legata al debutto in una fascia oraria particolare, ma prevalgono la passione e l’entusiasmo. La squadra è la stessa di “Ti sento”, e lavora con me da tre anni. A Filippo Mauceri e Maurizio Gianotti si sono aggiunti quest’anno anche Andrea Amato e Lucia Rossetti, che si occuperà prettamente del quiz e che andrà in onda collegandosi da Ivrea: sarà una sorta di professoressa e garante del gioco».

Ci spiega meglio cosa vedremo?
«Intanto volevo che i casting fossero visti dai telespettatori di Rai2. Infatti ogni giorno alle 14 va in onda una pillola di cinque minuti in cui mostriamo come sono stati fatti e aggiungiamo le interviste per scegliere sia i concorrenti sia gli opinionisti. Poi il 9 settembre andrà in onda uno speciale di 45 minuti che racconterà i mesi di preparazione».

Detto ciò, ogni puntata come sarà strutturata?
«Apriremo appunto con il quiz, diviso in tre manche, molto originale e dal valore divulgativo. Nella seconda parte ci sarà un ospite. Sarà un’intervista corale, non un faccia a faccia con me. Nella prima puntata avremo Iva Zanicchi, perché mi aveva portato bene a “Io e te”. Infine ci sarà l’arena dove tratteremo un tema che metterà a confronto le diverse generazioni e che si ispira alla prima versione di “Amici” in cui Maria De Filippi si confrontava con il talento oratorio dei ragazzi. Il tema della prima puntata sarà: “A cosa serve la scuola”. Gli esperti che aiuteranno la discussione non saranno volti noti della tv, ma vengono anche loro dai social».

Ma lei non era “allergico” a quel mondo lì?
«Non è che non amo i social, semplicemente non li uso, ho il privilegio di fare radio e tv dove do il massimo, e stare sui social è un lavoro, oltre a essere la fiera della vanità. In questi anni ho tentato di lavorare sul mio ego e sul mio carattere, e conservo una dose di timidezza, l’esposizione di quegli strumenti non mi rappresenta, però li ho studiati a fondo».

Non è che tra poco la vedremo postare su Facebook, Instagram o TikTok?
«È l’unico rischio che non corro! È una scelta pacifica la mia, non è che bisogna esserci a tutti i costi. Sono un ragazzo “Anni 30”, fuori dagli studi c’è la mia vita che resta privatissima».

Chi ha avuto l’idea di chiamare il programma “BellaMa’”?
«A gennaio, uscendo dalle riunioni con la dirigenza Rai in viale Mazzini, ho visto che vicino c’era un liceo. Così un mattina sono andato a fare un sondaggio davanti alla scuola e ho chiesto agli studenti se preferissero “BellaMa’” o “SciallaMa’”. Però è successa un’altra cosa che non ho mai raccontato: in quella occasione nessuno dei ragazzi mi ha riconosciuto, ovviamente, tranne uno che grazie a sua nonna aveva passato due estati assieme a lei a guardarmi. Mi ha detto che aveva anche una band con altri quattro studenti. Così una sera sono andato a sentirli e li ho presi! Saranno la band ufficiale del programma. In ogni puntata suoneranno due brani, uno “old” e uno contemporaneo, oltre alla sigla scritta da loro. Non hanno ancora un nome e sono pazzeschi».

Insomma, alla fine quanti sarete in studio?
«Il cast è fisso: ci saranno 20 concorrenti e 30 opinionisti, metà boomer (gli over 50, ndr) e metà della generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012, ndr), più i cinque ragazzi della band, io e l’ospite, oltre ai collegamenti con gli esperti. Saremo circa 60 persone fisse, e se ci saranno delle sfide avremo degli innesti».

Quindi ci sarà anche una gara?
«Sì, sull’eloquio e proseguirà in tutte e tre le parti del programma. Ogni settimana qualcuno lascerà il posto a una riserva. Ci saranno anche delle sfide lanciate da persone esterne e che vedremo in diretta».

Lei è sempre così attento al linguaggio e alle parole. Non la turba avere scelto un nome così colloquiale per il programma?
«No, perché è la crasi tra bella e mamma. Trovo che sia un titolo romantico, rassicurante, che va benissimo per il pomeriggio di Raidue. Non penso che i programmi possano essere rivolti a target specifici, io mi rivolgo a tutti, la tv è un mezzo inclusivo».

A parte il pubblico, chi è il giudice più importante per lei?
«Alessio, mia mamma e Maurizio Costanzo, oltre ai miei autori».

A proposito di Alessio, anche lui giornalista, dal 5 settembre sarà a “Tagadà” su La7 più o meno quando andrà in onda lei. Vi diverte questa “rivalità” televisiva?
«Ci fa ridere e tifiamo l’uno per l’altro. Io posso vederlo in camerino perché vado in onda dalle 15.15 alle 17, mentre “Tagadà” parte alle 14.15. Finiamo alla stessa ora, faccio una riunione e poi vado in radio, dove conduco ogni sera in diretta dalle 20 alle 21 “Ti sento”».

Che cosa si aspetta da “BellaMa’” che, ricordiamolo, andrà in onda per tutto l’anno?
«Fino al 4 maggio, quando partirà il Giro d’Italia. Mi aspetto di crescere professionalmente e umanamente, e mi auguro che questo grande lavoro, iniziato tre anni fa con i miei autori, possa diventare un laboratorio di idee al servizio della Rai. Se questo programma sarà il pretesto per riuscirci, sarò l’uomo più felice del mondo».

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