Il conduttore riparte con il suo talk show su Rai2 e annuncia un nuovo programma

Non c’è due senza tre. E infatti dal 12 aprile, ogni martedì in seconda serata su Rai2, inizia la terza edizione di “Ti sento”, otto puntate in cui il giornalista Pierluigi Diaco intervista un personaggio partendo dai suoni della sua vita.
Con chi inaugurerai le nuove puntate?
«Parto con Drusilla Foer. L’idea è quella di fare un’intervista a questa meravigliosa ed elegantissima maschera, che racconta molto di più di quello che si possa immaginare. Chiuderò con Orietta Berti e in mezzo ci sarà Francesco Gabbani».
Tre invitati su otto sono legati al Festival. Ne subisci anche tu il fascino?
«In questi tre anni Amadeus ha riscritto le regole della tv di intrattenimento. Ha unito tradizione e innovazione, è un fuoriclasse».
Gli ospiti li scegli tu o qualcuno si propone?
«C’è chi si propone, ma tendo a fare delle scelte molto libere, a tratti illogiche. Mi muovo secondo una curiosità personale. A volte mi rendo conto che, pur essendo stati intervistati altrove, si sono limitati a promuovere ciò che fanno. Chi viene da me, invece, accetta di mettersi a nudo e di fare un viaggio interiore imprevedibile».
Che emozioni provi prima di andare in onda?
«La conduzione per me è l’ultima fase di un processo autoriale e produttivo che seguo come un artigiano, con un’attenzione a tratti patologica. Quando si arriva ad andare in onda, è un momento di liberazione».
Quindi nessuna paura?
«No. Sicuramente c’è l’emozione di non sapere dove andrà a parare l’intervista. La reazione a un suono non puoi immaginarla prima. Le persone sono imprevedibili, ed è bello restare spiazzati: rende alta la tensione ed è affascinante per il pubblico seguire la conversazione».
L’ultima volta che ci siamo parlati mi avevi accennato all’idea di un nuovo programma: “Signora mia”. In queste settimane si è sentito di tutto. Facciamo il punto?
«Sto lavorando da mesi con il direttore di Rai Day Time, Antonio Di Bella, a un programma quotidiano di un’ora e mezza, in onda da settembre nella prima fascia del pomeriggio di Rai2, dove faremo un confronto generazionale, accompagnando il pubblico dentro un mondo virtuale in cui accadono anche cose bellissime».
Spiegaci meglio.
«Lascerò giocare a fare televisione le persone che solitamente utilizzano solo la Rete per esprimersi. Vogliamo capire se la nuova generazione vuole davvero “divorziare” dai suoi predecessori o se ci sono dei punti in comune. In studio avremo influencer, creativi che lavorano su TikTok e YouTube ma anche adulti: la comunicazione avverrà tra questi due mondi».
Prossimi passi?
«A giugno inizieremo con i provini per il cast e da lì registreremo delle pillole che vedremo su RaiPlay e Rai2 in estate. Il titolo? Non posso svelarlo, ma non sarà “Signora mia”».