Piero Angela a “Superquark” parlerà di coste e oceani, sonde e asteroidi

Un programma ricchissimo, che spazia dagli oceani ai sette continenti, dalle scoperte archeologiche ai viaggi spaziali, dai virus ai vaccini

Piero Angela
14 Luglio 2021 alle 09:18

Un programma ricchissimo, che spazia dagli oceani ai sette continenti, dalle scoperte archeologiche ai viaggi spaziali, dai virus ai vaccini. E poi le “pillole” sulle ultime scoperte in giro per il mondo, i filmati naturalistici della Bbc, le conversazioni di storia con Alessandro Barbero e gli esperimenti con il fisico Paco Lanciano... il tutto sotto la sapiente guida di Piero Angela, il decano dell’informazione scientifica, dal 14 luglio in prima serata su Raiuno.

Angela, con “Superquark” torna la scienza in tv. E mai come in questi giorni di pandemia si è parlato tanto di scienza...
«Sì, infatti dedicheremo molto spazio ai virus e ai vaccini. Però mi lasci dire che si è fatta anche un po’ di confusione: ho visto criticare gli scienziati perché non sapevano dare previsioni certe. Ma è proprio così che procede la scienza: per tentativi, per esperimenti, mica fingendo di sapere tutto. Quello lo fanno gli stregoni. Oggi del virus sappiamo molto più di un anno fa, proprio grazie alla scienza. E forse siamo sul punto di sconfiggerlo, o almeno di controllarlo».

Lei si è vaccinato?
«Certo, anche perché, a 92 anni, rientro nella fascia più a rischio. E non ho avuto problemi».

Di cosa altro parlerete nel programma?
«Ci saranno servizi sorprendenti sull’intelligenza dei delle grandi scimmie come scimpanzé e gorilla. Scopriremo come i droni, che all’inizio sembravano poco più che giocattoli, stiano diventando una risorsa ma anche un problema militare. Ci interrogheremo sugli asteroidi vicino alla Terra e sulla possibilità di lanciare una sonda che li possa colpire e deviare...».

Vedremo anche i contributi di Alberto Angela?
«Sì. In questa nuova stagione Alberto ci porterà al Museo archeologico nazionale di Napoli per visitare un’affascinante mostra sui gladiatori. Poi ci racconterà della recente scoperta di nove crani di uomini di Neanderthal nella grotta del Circeo e delle meraviglie archeologiche di Ostia antica».

Storia e segreti di 5 meraviglie da ammirare d’estate

«L’estate è il momento ideale per ammirare il cielo. Purtroppo l’inquinamento atmosferico e quello luminoso limitano molto il numero di astri che possiamo vedere. Perciò il mio consiglio è di osservarli da un luogo il più possibile isolato: l’ideale sarebbe trovarsi in montagna. O meglio ancora in un deserto: durante i miei viaggi nel Sahara ho visto il cielo più mozzafiato della mia vita!». Ma senza andare nel deserto, ci sono alcune meraviglie che potrete riconoscere anche a occhio nudo. Abbiamo chiesto a Piero Angela di raccontarcele.

  1. Il Gran Carro - Curiosità: «Sapevate che il Gran Carro in verità... non esiste? Tutte le costellazioni sono illusioni ottiche. È l’uomo che le disegna, unendo stelle che non hanno alcuna relazione e sono lontanissime tra loro. Lo fa “proiettando” la loro luce su un immaginario sfondo piatto, come se il cielo avesse solo due dimensioni, quando in realtà ne ha tre. Vale anche per le costellazioni dello zodiaco che usiamo come punti di riferimento».
  2. Marte - Curiosità: «Marte è la nuova frontiera della ricerca spaziale, quella che attira più missioni. Questo anche perché sull’astro è presente l’acqua, in grandi laghi sotterranei. E quindi potrebbero esserci tracce di vita. Ma non immaginate che sia un luogo ospitale: il suo colore rosso è provocato dalla polvere ferruginosa della superficie, con bufere di sabbia e venti a 200 chilometri l’ora».
  3. Venere - Curiosità: «Anche qui una volta c’era probabilmente molta acqua, forse addirittura interi oceani; poi un’enorme quantità di anidride carbonica avrebbe creato un “effetto serra” tale da farli evaporare e rendere il pianeta rovente».
  4. La Via Lattea - Curiosità: «Tutte le stelle che vediamo a occhio nudo appartengono alla Via Lattea. Comunque sono più che sufficienti: è stato calcolato che la Via Lattea contiene da 100 a 200 miliardi di stelle, forse anche di più. Ha la forma di una spirale che ruota e per compiere un giro il Sole impiega ben 250 milioni di anni. È talmente grande che per attraversarla da un estremo all’altro la luce impiega 100 mila anni!».
  5. Saturno - Curiosità: «È il mio pianeta preferito, il più elegante, con i suoi anelli che però non si possono riconoscere a occhio nudo. Il primo a vederli fu Galileo che nel 1610, con il suo cannocchiale, li descrisse come “orecchiette” ai lati del pianeta. Poi gli altri astronomi ne trovarono due, poi sette... Oggi sappiano che sono migliaia».
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