Home TvProgrammiPiero Angela: «Vi racconto la grande storia di “Superquark”»

Piero Angela: «Vi racconto la grande storia di “Superquark”»

A 90 anni torna a condurre lo storico programma da lui ideato. E ci racconta il suo segreto: essere sempre pronto a farsi stupire

Foto: Piero Angela condurrà la nuova edizione di ”Superquark” per nove puntate, fino ad agosto

20 Giugno 2019 | 09:10 di Paolo Fiorelli

Torna l’estate e con lei torna “Superquark”, a 24 anni dalla prima puntata. E se contiamo anche il diretto predecessore, cioè ”Quark”, siamo al 38° anno di messa in onda. Un record. «Ci batte solo il telegiornale» mi spiega il conduttore e ideatore Piero Angela. «Lo sa perché?».

Perché?
«Perché il tg dà notizie sempre nuove, quindi è sempre nuovo. “Superquark” è un po’ così: le scoperte scientifiche non finiscono mai, e quindi c’è sempre qualcosa di inedito da raccontare».

Però lei è stato il primo a farlo in prima serata. Come ci è arrivato?
«Per gradi. Dopo il grande interesse suscitato dallo sbarco sulla Luna, ho ideato e condotto diversi “speciali” scientifici. Andavano bene. Allora ho proposto di “osare” una rubrica settimanale (Angela non usa mai la parola “programma” e preferisce questo termine, ndr). Ed eccoci qui. In questi anni ho visto cambiare il mondo in modo stupefacente».

Per esempio? Non mi dica che c’è qualcosa in grado di stupire l’“onnisciente” Piero Angela...
«Molte cose. Lo sviluppo dell’elettronica e dell’informatica, per esempio. Quando cominciai, si pensava che alla gente normale non servisse il computer: “Non lo compreranno mai”. Oggi ci interroghiamo su vantaggi e pericoli dell’Intelligenza artificiale. A cui dedicheremo un servizio».

A proposito, lei è ottimista o pessimista? Faremo tutti la fine degli astronauti di “Odissea nello spazio” sterminati dal computer di bordo?
«Guardi che Hal 9000 era stato costruito così, quindi la colpa era del suo programmatore. Io penso che ci sia molta fantasia apocalittica in giro, e che le macchine non si ribelleranno mai, anzi ci saranno sempre più utili».

Un altro grande cambiamento?
«L’ecologia. Una volta nessuno pensava ai rischi ambientali, la parola d’ordine era: “crescita illimitata!”. Anche l’amore per gli animali è aumentato. E infatti mostreremo una nuova serie di documentari della Bbc sulla natura».

Però ci sarà anche un servizio su come sterminare le zanzare...
«La zanzara anofele è l’animale più letale del mondo e ha causato milioni di morti trasmettendo la malaria. Potremo sopportare la sua estinzione».

Ci saranno anche servizi sulla “fisica della pizza perfetta” e sulle “bistecche stampate”.
«Sembra un argomento frivolo, ma la produzione di carne consuma enormi quantità di risorse. Se riuscissimo a produrre “carne vegetale” saporita come quella vera, avremmo risolto un grande problema. Queste stampanti servono proprio a creare “carne” con la giusta consistenza, a partire per esempio dalla soia».

Ma lei la mangerebbe una bistecca “stampata”?
«Se è buona, perché no? Pensi che molti anni fa, con mia moglie, ho fatto un esperimento. Avevamo 100 studenti ospiti di una trasmissione e abbiamo proposto un buffet di spuntini che sembravano di carne, ma non lo erano. Ebbene, non se n’è accorto nessuno!».

Si vede che sua moglie era un’ottima cuoca... Rimpiange qualcosa della tv di allora?
«Sì. C’era più attenzione nell’usare con cura il suo grande potere. Le voglio raccontare un episodio che mi ha fatto soffrire e insegnato molto. Avevamo mandato in onda un servizio su una malattia infantile. Nel parlarne, un esperto diceva che chi ne è affetto non raggiunge l’età adulta. Qualche giorno dopo è arrivata la lettera di un papà che scriveva: “Il mio bambino ha scoperto che non supererà i 15 anni guardando il suo programma”. Da allora metto ancora più attenzione nel non ferire la sensibilità di nessuno».

Con certi argomenti non sarà facile. Ci sarà una puntata su “come cambiare sesso”: polemiche assicurate...
«Anche qui, la sensibilità è cambiata nel tempo. Per me fu decisiva un’intervista di tanti anni fa a una “transgender”: era femminile in tutto, era una donna nata nel corpo di un uomo. Poi, ognuno dà il giudizio morale che vuole».

“Superquark” tratta di scienza, archeologia, natura, storia, tecnologia, medicina, economia. Dica la verità, qual è la sua materia preferita? Quella che le fa dire: “Oh, finalmente è il momento di parlare di...”.
«Storia. Ma non come l’ho studiata da ragazzo, con re e duchi che sembravano marionette e facevano una guerra dopo l’altra senza un chiaro perché. Per capire la storia bisogna capire le ragioni profonde che la muovono, a cominciare dai cambiamenti tecnologici. Per esempio, non si può capire la società di oggi senza tenere conto che le macchine stanno togliendo il lavoro agli uomini. Per fortuna, a “Superquark” abbiamo tra i collaboratori lo storico Alessandro Barbero».

E lo scienziato Paco Lanciano, e l'endocrinologo Emmanuele Jannini, e il paleontologo Alberto Angela! Quanto è importante avere una squadra così?
«Tanto, ed è il bello di avere una lunga storia dietro. Il tempo li ha selezionati e oggi abbiamo solo giocatori di Serie A».

E lei, in questa squadra, in che ruolo gioca?
«Non vorrei sembrare immodesto, ma dopo 38 anni in campo penso di essermi guadagnato la fascia di capitano».