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“Pietre d’inciampo”, sei episodi su Rai Storia

Un programma che ripercorre le vicende di sei famiglie vittime delle Shoah e della persecuzione nazifascista in Italia. Un programma per non dimenticare

Foto: Annalena Benini

09 Ottobre 2020 | 8:45 di Antonio De Felice

Un programma che ripercorre le vicende di sei famiglie vittime delle Shoah e della persecuzione nazifascista in Italia. Un programma per non dimenticare. Si tratta di "Pietre d’inciampo", la docuserie in sei episodi in onda in prima serata da giovedì 15 ottobre su Rai Storia e condotta dalla giornalista, editorialista e scrittrice Annalena Benini.

Per chi non lo sapesse, le pietre d’inciampo sono “sampietrini” in ottone posizionati vicino alle abitazioni o ai luoghi di lavoro delle persone vittime delle oppressioni. Ciascuna pietra, sono oltre 1300 in Italia, rappresenta una memoria storica contro la discriminazione e la crudeltà. E di queste, sei sono dedicate proprio alle famiglie protagoniste dalla docuserie. Sei storie che ricostruiscono e rendono attuale il passato con le interviste ai familiari, con le lettere e le foto di quel tempo. Un passato ricostruito anche ripercorrendo luoghi simbolo di quella tragedia, come il binario 21 della Stazione Centrale di Milano e il carcere di San Vittore, sempre nel capoluogo lombardo, o il ghetto ebraico di Roma.

Nella prima puntata si narra di Angelo Anticoli, l’orafo trucidato ad Auschwitz.Il 22 ottobre si parla di Frida Misul, la 20enne appassionata di musica salva per il suo talento. Il 29 ottobre tocca ai nuclei Procaccia, Pacifici e Molco, una famiglia di 11 persone ma si salveranno in due. I Di Porto e il loro figlio Silvano salvato da una vicina sono i protagonisti il 5 novembre mentre il 12 si racconta di Spartaco Pula (nella foto in alto a destra), trucidato nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Si chiude il 19 con Andrea Schivo, guardia a San Vittore, deportato e morto a Flossenbürg, in Germania.