“Prova Prova Sa Sa”: quante risate improvvisate

Frank Matano “dirige” quattro comici su Prime Video

Prova Prova Sa Sa
Frank Matano con i comici in gara Maccio Capatonda, Maria DiBiase, Edoardo Ferrario, Aurora Leone  Credit: © Prime Video
2 Novembre 2022 alle 08:00

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Dal 2 novembre arrivano su Prime Video quattro puntate (circa mezz'ora l'una) di “Prova Prova Sa Sa”, un comedy show, come si dice in inglese. Infatti con il titolo "Whose Line Is It Anyway?" è andato in onda oltre Manica a partire dalla fine degli Anni 80 poi è stato esportato con gran successo in America e, infine, è giunto in Italia con il volto e i baffoni alla texana (“li ho scelti perché avevano un sapore vintage”) dell'attore e comico Frank Matano.

Matano, è vero che ha proposto lei questo format?
«Ho avuto la fortuna di vedere questo show quando ero piccolo e andavo a trovare i miei nonni in America. Ero così appassionato che poi a 19 anni, per puro hobby, mi ero tradotto la formula in italiano descrivendone tutti i meccanismi».

E ora ci si ritrova dentro.
«Quando abbiamo girato la prima puntata e sono entrato in studio, nella mia testa sono andato indietro nel tempo, i primi minuti ero emozionatissimo».

Un attore comico al comando.
«Sarò un presentatore, uno che dà il ritmo, tiene in piedi i giochi, aiuta i performer se serve. Cerco di fare andare tutto bene».

In gioco ci sono quattro comici uno diverso dall'altro.
«L'idea era di essere più eterogenei possibile, l'improvvisazione è una sotto-categoria della comicità, ognuno ha delle armi a disposizione e devono essere diverse tra loro».

Maccio Capatonda.
«È una delle persone più precise che conosco, guardarlo è stupefacente, entra in scena e si dirige da regista».

Maria Di Biase.
«Ha la fortuna di lavorare già in coppia con il marito, Corrado Nuzzo, e quindi è allenata all'interazione, ha energia, un sorriso e degli occhi che ti ipnotizzano».

Edoardo Ferrario
«Pochi come lui hanno un eloquio impressionante, usa un vocabolario di 50 mila parole e riesce a condensarlo in un attimo».

Aurora Leone.
«È un prodigio, è giovane e fa tutto con naturalezza e grinta, usando il linguaggio di internet».

Bisogna inventare delle scene su temi impartiti da lei: un esempio?
«Ad esempio il gioco: “Scene da un cappello”. C'è un cappello pieno di suggestioni scritte da me, gli autori o il pubblico, io tiro fuori un bigliettino: “Cori da stadio educati” e chi dei concorrenti si sente pronto va al centro del palco e prova ad improvisare».

Qual è la differenza fra il comico che va a braccio e quello che ha un copione?
«Con l'improvvisazione tocchi tutti i registri, rispetto al comico da solo sul palco o che fa un'ospitata tv. Qui devi essere molto preparato all'ascolto dell'altro, stare nel momento e reagire con furbizia. Tutti nella vita dovrebbero fare una lezione di improvvisazione comica».

La migliore battuta della sua vita era scritta o improvvisata?
«Di base le risate più belle si fanno tra amici quando si improvvisa».

Quanto ha riso in questo show?
«Un botto, non c'è niente di meglio di fare un programma comico e per la prima volta non avere scritto niente, a “Lol” ti porti delle idee per fregare gli altri, invece vivere in questo flusso di comicità estemporanea è divertentissimo».

A “Lol” tornerà come concorrente a dicembre per lo speciale natalizio.
«Da concorrente è sempre divertente mettersi in gioco, ci sono i comici più spassosi d'Italia, scatta la sfida, ti fai venire in mente delle cose, ti prepari prima, anche se il 90% della comicità è il contesto in cui dici la batutta».

Lei nella vita dice mai “Prova prova sa sa” per provare il microfono?
«No, di solito conto fino a dieci, saltando un numero perché penso che sia divertente invece non fa ridere nessuno».

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