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Raitre celebra i 90 anni di Piero Angela

Per festeggiare il “papà” della divulgazione scientifica in tv, venerdì 21 dicembre Raitre gli dedicherà uno speciale «Buon compleanno Piero» in cui amici e colleghi ripercorreranno la sua lunga carriera

Foto: Piero Angela

20 Dicembre 2018 | 11:26 di Paolo Fiorelli

Non è di certo quello che si può definire un compleanno qualsiasi. Sabato 22 dicembre Piero Angela compirà, infatti, 90 anni. E per festeggiare il “papà” della divulgazione scientifica in tv, venerdì 21 dicembre Raitre gli dedicherà uno speciale «Buon compleanno Piero» in cui amici e colleghi ripercorreranno la sua lunga carriera. 

Ma com’è nato l’amore per la scienza?
«Tutto iniziò con la corsa alla Luna alla fine degli Anni 60. Andai a Houston per seguire il programma “Apollo” e fui folgorato. Al ritorno proposi alcuni documentari dal titolo Il futuro nello spazio».

Cavalcò l’interesse per le missioni Apollo...
«Fino alla conquista della Luna, sì. Ma poi, una volta raggiunto quell’obiettivo, a Roma iniziarono a dire: “Che ci importa della Luna, ormai ci siamo arrivati”. Così il progetto fu abbandonato».

Ci è rimasto male?
«Un po’. Però ora spero in un’altra corsa allo spazio, quella per Marte».

A parte “andare” su Marte, ha altri progetti?
«Ho organizzato una serie di 30 conferenze per gli studenti dell’Università di Torino. Perché nelle società moderne la conoscenza è la materia più importante».

In tv cosa guarda oltre ai documentari della Bbc?
«Mi piacciono i telefilm polizieschi dove la ragione svolge un ruolo decisivo. Per esempio CSI o Law & Order».

Coltiva degli hobby?
«Suono il pianoforte e  se non ho dato alle stampe un disco è solo perché ancora non mi sento pronto. Poi sono appassionato di scacchi. Tanti anni fa partecipai anche a un’esibizione in cui sfidai il campione russo Anatolij Karpov. Per l’occasione mi regalarono un accappatoio da pugile con la scritta “Angela-Karpov”. Ce l’ho ancora».

Dica la verità, è stato lei a indirizzare suo figlio Alberto sulla strada della scienza?
«In realtà ha sempre avuto un suo interesse sincero. Io sono arrivato a questo ramo per caso, Alberto invece ha seguito un percorso accademico. Mi creda, tra noi il vero scienziato è lui».