Home TvProgrammiRenzo Arbore: «Così porto “‘O sole mio” in ogni angolo del mondo»

Renzo Arbore: «Così porto “‘O sole mio” in ogni angolo del mondo»

Arbore ci presenta il nuovo programma dedicato alla canzone napoletana. Il primo di tanti impegni estivi...

Foto: Renzo Arbore

07 Giugno 2019 | 17:14 di Stefania Zizzari

Sarà un inizio d’estate denso di impegni quello di Renzo Arbore, che sta per ripartire per il tour estivo con il concerto di Ponza (Latina) del 20 giugno e quello di Napoli all’Arena Flegrea l’11 luglio.

Intanto lo potremo vedere in televisione in diversi programmi. Dal 12 giugno condurrà su Rai 5 tre puntate del programma tutto nuovo intitolato "Ll’arte d’‘o sole": il racconto di 28 anni di collaborazione con la sua Orchestra italiana per promuovere la canzone napoletana nel mondo.

Inoltre Arbore sarà protagonista di due seconde serate su Raidue: lunedì 17 con "L’alfabeto di guarda... stupisci" e lunedì 24 con "Arbore swing", ovvero la registrazione di un concerto tenuto alcuni anni fa da lui e la sua Orchestra italiana al teatro Regio di Parma. Ma partiamo dal primo appuntamento, quello con "Ll’arte d’‘o sole".

Renzo, anticipazioni sul programma?
«È ambientato nello stesso studio e con la stessa meravigliosa scenografia di Guarda…stupisci. È una scorpacciata di canzoni napoletane. Rimarrete con la bocca aperta nel vedere alcune immagini dei 1.500 concerti che io e l’Orchestra italiana abbiamo tenuto in giro per il mondo, dalla piazza Rossa di Mosca al Radio city music hall di New York, fino al sambodromo di Rio de Janeiro. E poi in Venezuela, in Cina, in Giappone. Con me in studio c’è l’attore napoletano Maurizio Casagrande che recita le canzoni per far capire i testi anche a quelli del Nord (ride). Mentre io racconto gli aneddoti legati ai vari brani».

Il suo amore nei confronti della canzone napoletana è di vecchia data e non conosce crisi…
«La prima volta che ascoltai alla radio la voce di Mimmo Modugno, pugliese come me, che cantava in siciliano e in napoletano me ne innamorai. Lo stesso mi successe con Roberto Murolo».

È ormai una sorta di ambasciatore della musica napoletana nel mondo.
«Ora sono il presidente dell’archivio della canzone napoletana e stiamo cercando di riorganizzarlo: è un patrimonio dell’umanità straordinario. Stiamo sollecitando l’Unesco perché lo dichiari tale. E con l’Orchestra italiana lo stiamo portando in giro per il mondo da quasi trent’anni. Brani come Marechiaro o ’O sole mio vengono cantate da tutti i tenori e i soprani anche all’estero. Sono le melodie più belle del mondo, con testi appassionati e originali, vere e proprie poesie».

Qual è il brano che più degli altri accende il pubblico?
«’O sole mio è attesissima in ogni parte del pianeta, ma noi la facciamo in una versione “crepuscolare” perché in realtà è una serenata».

Lei ha scoperto tanti personaggi dello spettacolo, da Nino Frassica a Milly Carlucci a Roberto Benigni... Continuerà a individuare nuovi talenti?
«Certo. Sto studiando un nuovo programma per riuscire a coniugare il web con le reti generaliste: i ragazzi ormai guardano Internet, mentre gli adulti abituati alla tv vanno poco sulla rete. Ma è un peccato, perché quest’ultima è come una meravigliosa enciclopedia. La mia esperienza nasce da Renzoarborechannel.tv che è stato il primo canale web tv in Italia, dove tra l’altro ho creato proprio una apposita sezione per scoprire giovani talentuosi».