Home TvProgrammi“Report”: ritornano le inchieste di Sigfrido Ranucci

“Report”: ritornano le inchieste di Sigfrido Ranucci

Il programma torna in prima serata su Raitre a partire da lunedì 30 marzo

Foto: Sigfrido Ranucci

26 Marzo 2020 | 15:08 di Simona De Gregorio

Quanto è sicura la nostra rete ferroviaria? Qual è l’impatto sull’ambiente degli allevamenti di carne? Il fumo delle sigarette elettroniche è davvero meno dannoso? Sono solo alcune delle domande a cui cercherà di rispondere "Report", che torna su Raitre a partire da lunedì 30 marzo. A parlarcene è Sigfrido Ranucci, che conduce il programma.

Sigfrido, sono previste delle novità?
«La novità è che potremmo intitolare la trasmissione “Report ai tempi del Coronavirus”: questa epidemia sta “contagiando” enormemente il nostro lavoro».

In che modo?
«Report è un programma di inchieste. Questo prevede che gli inviati si spostino continuamente e raccolgano testimonianze. Perciò, a causa delle restrizioni geografiche e di potenziali intervistati che risultano positivi al virus da un momento all’altro, dobbiamo rivedere continuamente il nostro piano di lavoro».

Voi vi occuperete del virus?
«Non abbiamo ancora deciso se e in che modo trattare l’argomento. Del resto questa emergenza sta facendo venire a galla molte problematiche del nostro Paese di cui già ci occupiamo».

Per esempio?
«Con la globalizzazione abbiamo ceduto ad altri Paesi parti strategiche della produzione. Pensiamo alle bombole di ossigeno: l’Italia non le fabbrica e adesso, nell’emergenza, scarseggiano perché dall’estero non arrivano».

Lei come vive tutto questo?
«In apnea. Nel senso che per tutti noi è un’esperienza nuova. Certo, non è semplice gestire una squadra di 43 persone, di cui 12 inviati. Se uno solo risulta positivo al virus si chiude baracca».

Come sta affrontando questa situazione il mondo dell’informazione?
«In uno stato d’incertezza. Quello del Coronavirus è un argomento che richiede un’esperienza specifica e gli specialisti, a volte, invece di dare risposte si danno addosso, generando ansia e confusione».

Lei è ansioso?
«No. Mi auguro solo che questa disgrazia mondiale, una volta terminata, si possa trasformare in un’opportunità di cambiamento»