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“Sapiens – Un solo pianeta” torna con Mario Tozzi

La divulgazione scientifica e ambientale dal 24 ottobre torna protagonista del sabato sera di Raitre

Foto: Mario Tozzi

23 Ottobre 2020 | 8:53 di Simona De Gregorio

La divulgazione scientifica e ambientale di Mario Tozzi, geologo e primo ricercatore del CNR, dal 24 ottobre torna protagonista del sabato sera di Raitre. E il nuovo ciclo di "Sapiens - Un solo pianeta" si apre con un tema scottante: la pandemia.

Mario, come tratterete l’emergenza sanitaria?
«Valuteremo gli aspetti etologici, naturalistici ed evolutivi del Covid. Mostreremo come le ultime pandemie siano dovute alla deforestazione e ai pipistrelli. Questi mammiferi, portatori di virus, si sono insediati nelle aree urbane che sono sorte dove prima c’erano i boschi e le foreste in cui vivevano. Inoltre metteremo in luce le pecche dell’informazione».

Ovvero?
«Parleremo di quanto i media trascurino il metodo scientifico. Se si asserisce che il Covid è stato creato in laboratorio, va dimostrato, così come occorre fornire prove se si afferma che il virus teme il caldo. Gli scienziati non parlano in tv ma pubblicano su riviste specializzate le loro tesi e ricerche».

Covid a parte, di cos’altro si occuperà?
«Tornerò su un argomento a me molto caro, cioè i vulcani: se non ci fossero, non esisterebbe l’acqua e nemmeno l’uomo. Inoltre sono l’unica “finestra” a cui affacciarsi per vedere cosa c’è dentro la Terra. E poi avremo una puntata sui progressi della tecnologia, spesso inutili o addirittura nocivi».

Qualche esempio?
«Le zanzariere elettriche da esterno: uccidono solo il 4% delle zanzare femmina, cioè quelle che pungono. Per il resto attirano insetti preziosi per l’ambiente. Quindi ci dedicheremo agli smartphone e alle macchine fotografiche digitali, che usano batterie la cui realizzazione comporta un enorme inquinamento. E mi vedrete nel ruolo di cantante. Con il cantautore Lorenzo Baglioni abbiamo inciso La tartaruga e il reggilattine contro la plastiche nei mari. Il ricavato del brano, disponibile su YouTube, andrà all’Onlus Save The Planet».