“Scarpetta d’Italia”, Luca Terni alla scoperta della cucina tradizionale

In attesa della imminente seconda stagione di "C’è Ciccia", il locandiere torna dal 21 giugno su Food Network

14 Giugno 2022 alle 08:35

In attesa della imminente seconda stagione di "C’è Ciccia", il locandiere (e macellaio di famiglia) Luca Terni ha abbandonato il suo locale ad Ansedonia (GR) e torna dal 21 giugno su Food Network con 6 puntate di "Scarpetta d’Italia".

Luca, un titolo a dir poco invitante.
«Non è il solito programma di cucina a caccia di rogne, di difetti. Qui il valore aggiunto, ciò che fa la differenza, è dato dalla mia voglia di fare la scarpetta a fine pasto».

Questo vale al di là di qualsiasi piatto.
«Certo. Arriva un primo o un secondo con un sugo invitante e io posso chiedere al proprietario del posto di metterlo da parte, perché magari dopo mi viene voglia appunto di fare la scarpetta».

Come si svolge il programma?
«In ogni puntata si affrontano due locali della stessa zona e durante il pranzo sono a tavola in compagnia degli amici del ristorante».

Ma i piatti da gustare li seleziona lei?
«No, e qui viene il bello, perché sono scelti dagli stessi clienti abituali, dagli appassionati del luogo, dai frequentatori assidui, quelli che poi sono a tavola con me. Così non rischio di prendere il piatto sbagliato. Loro scelgono ciò che ritengono la miglior cucina per quel locale».

C’è stato qualche episodio curioso?
«Devo dire che ogni puntata è stata insolita e divertente. Tutti i locali hanno dimostrato livelli alti e per ciascuna coppia, come potrete vedere, la vittoria è stata combattuta sino alla fine».

Locanda, ristorante, trattoria e osteria. Cosa cambia tra loro e come si identifica un posto di qualità?
«Osteria e trattoria sono due modi differenti di chiamare un posto che fa cucina casereccia. La locanda offre in più il posto per dormire. Per me la qualità è data dal forte legame con le tradizioni. E non temere di restare attaccati alla originalità, ma puntare anche sulla rivisitazione dei piatti. Da fare però in guanti bianchi, in punta di piedi, con il massimo rispetto».

Seguici