Serena Autieri e Gigi Marzullo conducono “Unomattina Estate Show”

Fino a settembre saranno insieme su Rai1. E qui raccontano la loro amicizia

4 Luglio 2023 alle 08:01

A “Unomattina Estate Show”, tutte le mattine e per tutta l’estate (come recita il titolo), ci sono Serena Autieri e Gigi Marzullo. Fanno gli onori di casa tra un ospite, un’intervista, una canzone e una poesia.

Come dividete gli spazi?
Gigi: «Non dividiamo niente, Serena guida la macchina e io sono il suo navigatore. È una cosa che viene naturale».
Serena: «La parte dello show e dell’intrattenimento è affidata a me, poi ci sono le interviste dove incontriamo grandi personaggi e Gigi con le sue domande entra nella psicologia delle persone».

La vostra definizione di “show” perfetto è...
Gigi: «Mettere insieme il linguaggio dello spettacolo con quello dell’informazione, cercare di mediare tra riflessione ed evasione».
Serena: «Dipende dal luogo deputato, in questo caso è la tv, e da quando si va in onda. Bisogna vestire lo show a seconda del pubblico di riferimento. Qui la musica fa da collante ai contenuti, si cerca il mix giusto per intrattenere».

E la mattina cosa rappresenta?
Gigi: «Un grande sacrificio!».
Serena: «La mattina ha l’oro in bocca! Amo svegliarmi presto, guardo le notizie, controllo il telefono, comincio a organizzare la giornata e poi apparecchio la colazione per mio marito Enrico e mia figlia Giulia: con un gesto d’amore la giornata parte in un altro modo».

Il primo incontro?
Serena: «Gigi? Lo conosco da 27 anni, mi fece la primissima intervista quando superai le selezioni per “Un posto al sole”. Avevo partecipato al concorso “Un volto per Sara”, cercavano un’attrice per il ruolo di Sara De Vito, una cantante di strada. Vinsi e Marzullo mi invitò a “Sottovoce”».
Gigi: «La vidi fuori dalla sede Rai di Napoli dove giravano “Un posto al sole”, io facevo delle interviste in esterno, la invitai subito in trasmissione».

L’impressione del momento?
Gigi: «Mi colpì la sua bellezza pulita, splendente e chiara. Il primo impatto fu sicuramente l’aspetto estetico che faceva trapelare un’anima particolare e raffinata».
Serena: «Ero molto emozionata, Marzullo è uno dei volti storici della Rai e poi era famoso per le sue domande a volte anche complicate. Andai in trasmissione chiedendomi: “Saprò rispondere?”».

Ora come vi definite?
Gigi: «Il nostro è un rapporto nato quasi per incanto, tre anni fa mi invitò in un suo programma alla radio, ci andai per una settimana e lì abbiamo scoperto una simpatia professionale. Non è facile condividere uno spazio, io di solito conduco in solitaria. Poi abbiamo fatto insieme il programma “Dedicato” su Rai1».
Serena: «C’è affetto e stima. Gigi è un grande professionista, un maestro, una persona di riferimento, ci consigliamo tantissimo, inoltre adoro sua moglie Antonella, che è il suo opposto: a lei piace viaggiare mentre lui non prende neanche l’aereo».

Le basi per andare d’accordo?
Serena: «Una grande intesa. Io e Gigi possiamo non parlare e non dirci niente e sappiamo quando l’uno ha bisogno dell’altro o quando è il momento di intervenire. Lui scherzando dice: “Sono il badante dell’Autieri”. E io rispondo: “Scusami, ma è il contrario!”».
Gigi: «L’amore, l’amicizia, l’andare d’accordo non sono qualcosa da costruire a tavolino, se ne può solo prendere atto, arrivano all’improvviso».

Il pregio dell’altro che invidiate?
Gigi: «La bellezza! Io non sono bello, anzi mi piacerebbe essere meno brutto, però mi consolo dicendo che spero di essere interessante».
Serena: «Adoro il fatto che lui sappia vivere di notte, per me è impossibile. Pur facendo spesso teatro resisto fino a un certo punto, poi devo andare a dormire».

La differenza incolmabile?
Gigi: «Lei è un’artista, sa cantare e recitare, io non lo sono, ma spero sempre di essere un artigiano dell’intrattenimento con un pizzico di fantasia».
Serena: «Io devo cambiare pelle, dal teatro alla televisione, mi piace rigenerarmi, girare il mondo. Lui è un abitudinario, molto metodico, non ama andare in vacanza, ha i giornali, il suo bar, i suoi riti, non lo sposti».

Cosa avete in comune?
Serena: «La passione per il gelato, solo che lui mangia solo gelati. Se dice “andiamo a cena” intende “andiamo a mangiare il gelato”. Ordina una coppetta con almeno 15 gusti, tutte le creme possibili. Io sono classica: nocciola, cioccolato e panna».
Gigi: «Sicuramente la passione per il gelato e anche per le sfogliatelle! Serena mi ha insegnato a mangiare bene, lei sa pure cucinare, una cosa che io non so fare assolutamente».

Le origini e i natali sono vicini.
Serena: «Infatti ci piace ogni tanto comunicare in dialetto, io in napoletano, lui in avellinese».
Gigi: «Siamo entrambi campani, però lei è il mare, io la montagna, e abbiamo in comune il valore della famiglia».

Il duetto possibile?
Serena: «Abbiamo duettato nella trasmissione “Dedicato” con brani come “Parole parole” e “Buonasera dottore”, e lo rifaremo. Lui parla soltanto, ma deve comunque entrare a tempo. In cuor suo gli piace farlo, sognava di fare l’attore».
Gigi: «Io parlo e lei canta. Ho acconsentito dicendo: “Con moderazione”».

Andreste in vacanza insieme?
Gigi: «Essendo molto attaccato alla mia città, Serena ha promesso che verrà un giorno a fare una passeggiata con me sul corso di Avellino, la domenica dopo la messa di mezzogiorno della Chiesa del Santissimo Rosario».
Serena: «Forse l’unico posto dove potrei organizzare una vacanza con lui è la costiera amalfitana, più di così non riesci ad allontanarlo».

Come direbbe Marzullo, fatevi una domanda (reciproca) e datevi una risposta.
Gigi: «Serena, la tua bellezza ti ha creato sempre vantaggi o pure qualche svantaggio?».
Serena: «Gigi, se per dieci minuti io fossi Marzullo, cosa mi chiederesti?».

Ora datevi le risposte.
Gigi: «Ti chiederei se finora dalla vita hai avuto tutto quello che ti aspettavi».
Serena: «Confesso che da piccola le lentiggini mi creavano un grande problema, mi sentivo diversa, così non ho mai messo davanti l’aspetto gradevole, ma ho sempre lavorato su altre cose, sulle mie passioni, sulla determinazione. Io non sto ad aspettare che le cose accadano, ma cerco di farle accadere».

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