Home TvProgrammiStefano De Martino a “Stasera tutto è possibile”: «Finalmente un varietà solo per me»

Stefano De Martino a “Stasera tutto è possibile”: «Finalmente un varietà solo per me»

Nato e cresciuto al sole del Golfo di Napoli, compirà 30 anni il prossimo 3 ottobre. Da lunedì 16 settembre torna in tv per condurre lo show di Raidue

Foto: Stefano De Martino

13 Settembre 2019 | 17:41 di Barbara Mosconi

Nato e cresciuto al sole del Golfo di Napoli, Stefano De Martino compirà 30 anni il prossimo 3 ottobre. Di questi, 20 li ha passati a ballare e gli ultimi 10 in televisione, iniziando come allievo di danza nella scuola di “Amici”. Adesso, il 16 settembre, Stefano debutta come conduttore del varietà di Raidue “Stasera tutto è possibile”, che abbreviato diventa “STEP”.

Da Napoli sei partito e a Napoli torni per lavorare.
«A volte, in treno o in aereo, le persone mi chiedono: “Stai tornando a casa?”. Io sono uno dei pochi napoletani che vive a Milano e torna a Napoli per lavorare».

Quando ti hanno proposto il programma, hai detto: «Ok, per me tutto è possibile»?
«No, perché non è tutto possibile, ma bisogna rendere possibili anche le cose che apparentemente sembrano impossibili».

E cosa vorresti rendere possibile?
«Io amo i programmi serali e sono appassionato di varietà. Mi piace unire queste due cose. “Made in Sud” (di cui ha condotto l’ultima edizione, ndr) è uno spettacolo comico fatto da comici dove abbiamo ampliato la parte del varietà. In “Stasera tutto è possibile” l’improvvisazione degli ospiti lo avvicina ancora più a uno show».

Il titolo abbreviato “STEP”, che tradotto significa passo, ti fa venire in mente altro.
«Sì, “step” è legato alla danza, ma, pure in assonanza, al mio nome. Molti mi chiamano “Ste” al posto di Stefano. Essendo fatalista, forse era destino che dovessi passare da questo programma».

Qui professionalmente sei “single”: né Fatima Trotta come in “Made in Sud” né Belen come a “Castrocaro”.
«Sono un battitore libero. Questa in realtà è la mia prima conduzione, ho sempre lavorato in coppia. Anche ad “Amici” avevo accanto Marcello Sacchetta. Ora sono da solo, anche se la struttura del programma ti fa interagire con sette ospiti che in ogni puntata giocano e improvvisano. Sono loro i veri protagonisti della serata».

Prima alla conduzione di “STEP” c’era Amadeus.
«Lo so, ho una bella “eredità”... Amadeus è un professionista bravissimo che fa questo mestiere da tanti anni, io mi sto avvicinando a questo ruolo, non mi reputo un conduttore».

E cosa ti reputi?
«Fare il conduttore è un ruolo che per ora mi appartiene poco. Sto prendendo le misure per trovare una mia maniera. A me piace mischiarmi con il tessuto del programma, mettermi in gioco. Un conduttore deve essere super partes, io invece sono sempre un po’ l’elemento di disturbo».

In “Stasera tutto è possibile” il conduttore è una sorta di animatore di un grande villaggio.
«Lo spirito del programma è quello di una cena a casa di amici, con una tavolata dove prima del gelato si scherza e si gioca. Con giochi semplici e giochi più complicati».

Un nuovo gioco?
«Il “ruba-bicchiere”: c’è un pianista che suona e a seconda del ritmo gli ospiti girano intorno a un tavolo con le mani dietro la schiena, quando la musica si ferma, devono prendere in mano uno dei bicchieri pieni d’acqua ma ce n’è sempre uno di meno».

Hai provato in prima persona la famosa “stanza inclinata”?
«Sì, sia per girare il promo sia per capire come mettere in difficoltà le persone. E vi assicuro che non è per nulla facile, quando scendi hai un po’ l’effetto di quando scendi dalla barca, ti gira la testa».

In generale il gioco dove ti senti più ferrato?
«Sono un gran giocatore di scopa, mi porto un mazzo di carte napoletane ovunque, ho anche la “scopa on line” sul telefonino. Quando ero piccolo mio nonno aveva un bar e teneva un mazzo di carte sotto la cassa. “Facciamoci una scopa veloce” mi diceva, e vinceva sempre! Mi ha forgiato così».

Con tuo figlio Santiago, avuto da Belen Rodriguez, che giochi fate?
«Ora siamo nella fase fisica: giochi di lotta, salti, corse. Sono anche un po’ stanco. Non ho più il fisico, ho 30 anni e ballo da 20...».

Amadeus invitava a giocare amici e conoscenti.
«C’è già un parterre di ospiti molto vario e bello. Ci saranno i punti saldi del programma, come Biagio Izzo, il mago Forest, Maurizio Casagrande e Francesco Paolantoni, che conoscono tutti i giochi. Poi di volta in volta arrivano altri personaggi. Nella prima puntata avremo i The Jackal, dei ragazzi che sul web postano dei video supercreativi».

Verrà pure Belen?
«Credo di no, anche perché è impegnata con “Tú sí que vales”. Lavoriamo negli stessi giorni e non ha il dono dell’ubiquità».

Il direttore di Raidue Carlo Freccero ha parlato del progetto di una sitcom con te e Belen.
«L’ho letto pure io, Carlo Freccero è solito lanciare idee in questo modo. A oggi non so nulla».

Non c’è il rischio di finire sempre a far coppia in tv come nella vita?
«Onestamente è bello avere una propria individualità professionale. Non è neanche detto che una coppia funzioni su tutti i programmi. E poi mi piace avere delle cose da raccontare la sera quando si torna a casa».

Quando ti definiscono un “ex ballerino” lo trovi riduttivo?
«È una cosa molto italiana incasellarti in una categoria, ora sei ballerino ora sei conduttore. Se sei un ballerino lo sei per tutta la vita. Se un cantante non incide album non smette di essere un cantante. Il mio sogno è poter un giorno collegare in uno spettacolo a teatro tutte le cose che ho fatto nella vita».