Home TvProgrammiStefano De Martino a “Made in Sud”: «Credetemi, sono un comico nato!»

Stefano De Martino a “Made in Sud”: «Credetemi, sono un comico nato!»

L’ex ballerino di "Amici" è il nuovo conduttore, assieme a Fatima Trotta, del programma comico di raidue che torna lunedì 4 marzo in prima serata

Foto: Stefano De Martino

01 Marzo 2019 | 14:49 di Solange Savagnone

Stefano De Martino è appena atterrato a Milano, felice e per nulla stanco: «Sono tornato a casa per un rapido cambio valigie e dare un bacio a mio figlio: domani torno a Napoli dove stiamo provando da un mese». L’ex ballerino di “Amici” affiancherà infatti Fatima Trotta nella conduzione di “Made in Sud”.

Il programma comico di Raidue torna rivoluzionato dopo un anno di pausa: nuova la scenografia, il corpo di ballo, le sigle, alcuni comici e, appunto, il conduttore.

Stefano, come sei finito a “Made in Sud”?
«Questo programma è piovuto dal cielo in un periodo in cui non avevo grandi stimoli e non volevo fare le solite cose. Durante il Festival di Venezia avevo incontrato per caso il produttore Nando Mormone. Poi, prima di Natale, mi ha contattato dicendomi che gli sarebbe piaciuto avermi. Io da tempo inseguivo l’idea di un varietà serale e così ho accettato».

Tu hai lavorato tanto in Mediaset. Cambiare “casa” ti spaventa?
«Il passaggio in Rai rappresenta per me una nuova vita. L’ambiente è molto accogliente. Ho conosciuto Carlo Freccero, il direttore di rete, che mi ha fortemente voluto e questo mi ha molto stimolato. Inoltre lavorare a Napoli mi mette a mio agio, dopo dieci anni di programmi tra Roma e Milano, torno a respirare un’aria familiare. Sono tutte condizioni di lavoro favorevoli».

Come ti stai preparando?
«Studiando a menadito tutto quello che accade nel programma. Devo conoscere ogni dettaglio, dai pezzi dei comici ai titoli di coda. Così posso gestire gli imprevisti. Non sono il tipo che si fa lasciare il copione in camerino e da lì ripassa le sue battute. Osservo molto gli altri: è così che ho imparato quel poco che so fare».

Cosa porterai di tuo nel programma?
«Faccio parte di una nuova generazione di personaggi tv. Ho assorbito tanto da quella precedente ma cerco di non scimmiottarla. Sono un autodidatta e ho un approccio informale e rilassato. Cercherò di mettermi a disposizione dei comici e del programma: sono autoironico, quindi anche se scherzano su di me non me la prendo».

Darai tanti spunti di improvvisazione ai comici?
«In realtà la maggior parte degli sketch sono preparati e studiati nel dettaglio. Ho imparato che la comicità è una cosa molto seria. Infatti abbiamo testato gli sketch in un teatro di Napoli con il pubblico pagante. Ma certo, ci saranno anche momenti in cui si improvvisa».

È il bello della diretta…
«Esatto, e ci tengo a sottolinearlo. Siamo uno dei pochi programmi ad andare in onda in diretta. Per me è uno stimolo, non mi fa paura. Anzi, produco di più quando sono teso e sotto pressione».

Visto che c’è un corpo di ballo ci regalerai qualche esibizione?
«Fatima ha sempre ballato nel programma, quindi uniremo le forze. Farò delle piccole esibizioni con lei e con il corpo di ballo. Non saranno balletti come “Amici” ma nemmeno stacchetti tipo “Le iene”: saranno più strutturati come in un varietà».

Hai chiesto qualche consiglio a Fatima?
«Io e lei abbiamo trovato subito una sintonia naturale fin dalle prove. Lei è fondamentale. È il suo programma. Averla accanto è come avere un dizionario durante la lezione di italiano: è una sicurezza».

Tu sei nato in provincia di Napoli: qual è il tuo rapporto con questa città?
«È un amore eterno. So di essere di parte e sono fortunato perché ho girato quasi tutto il mondo, ma per me Napoli resta la città più bella. Per chi ha una sensibilità artistica è un posto unico».

Qui sono nati maestri della risata come Totò e Troisi. Ti hanno influenzato?
«Sì, tanto. Sono cresciuto a pane, Troisi e Totò: da piccolo guardavo i suoi film a tavola mentre mangiavo con mio padre perché li mandavano in onda ogni giorno dopo il tg. A Napoli è nata gran parte della comicità perché qui si ride su ogni cosa. I napoletani sono tutti un po’ comici, hanno la battuta sempre pronta: è la loro marcia in più».

E nella tua vita che ruolo ha la comicità?
«Tendo a scherzare su tutto. Per indole sono a favore della risata. Anche nei momenti difficili cerco di sdrammatizzare. La vita è una e va vissuta in maniera felice, dobbiamo ridimensionare i drammi. E sorridere aiuta».

L’ultima volta che ti sei fatto una sana risata?
«In questo periodo me ne sono fatte parecchie. Ma ridere fa parte della mia giornata. Racconto barzellette di continuo. A cena ne devo raccontare almeno cinque o sei. Cerco di strappare un sorriso a tutti. A me invece fa ridere mio figlio Santiago: mi parla in un modo che mi fa morire. Grazie all’iPad e a YouTube usa un linguaggio da adulto. A volte tira fuori termini forbiti stranissimi: mi sembra di parlare con un ingegnere e non con un bambino di quasi sei anni!».