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Stella Pende torna con «Confessione reporter»

Essere una finestra affacciata sul mondo che racconta quelle storie spesso messe in secondo piano dall’informazione tradizionale. È questa la vocazione del programma di attualità. Martedì 30 ottobre in seconda serata su Rete 4 partirà la nuova stagione

Foto: Stella Pende

26 Ottobre 2018 | 15:11 di Matteo Valsecchi

Essere una finestra affacciata sul mondo che racconta quelle storie spesso messe in secondo piano dall’informazione tradizionale. È questa la vocazione di «Confessione reporter», il programma di attualità condotto dalla giornalista Stella Pende. Martedì 30 ottobre in seconda serata su Rete 4 partirà la nuova stagione.

Stella, può anticiparci cose vedremo nella prima puntata?
«Avremo innanzitutto un’inchiesta molto scottante del Boston Globe sui figli illeggittimi dei preti. E poi sono andata personalmente in Niger, al confine con la Libia, per raccontare il dramma dei migranti costretti ad attraversare il deserto, salvo poi essere confinati in veri e propri lager».

Nel 2011 scrisse un libro intitolato «Confessione reporter: quello che non ho mai scritto». Oggi, dopo sei anni di televisione, c’è qualcosa che invece non ha ancora mostrato?
«Tantissime cose. Per esempio vorrei visitare il Bangladesh e raccontare il dramma dei profughi di etnia Rohingya. Oppure mi piacerebbe realizzare un reportage sui giornalisti condannati all’ergastolo in Turchia».

Come nasce un servizio di «Confessione reporter»?
«Per prima cosa mi confronto sugli argomenti da trattare con Sandra Magliani e Giulia Pestolesi che lavorano con me al programma. Poi si parte».

Quanto state via?
«Dipende dal Paese. In quelli più “caldi” al massimo tre giorni: in Niger siamo dovuti scappare perché le autorità ci stavano cercando. Quando andai in Nigeria, invece, fui costretta a cambiare posto dove dormire tre volte. Infatti i terroristi islamici di Boko Haram erano sulle mie tracce».

Cosa non manca mai nella sua valigia?
«Il cioccolato e una gran quantità di formaggio grana».

Non scherzi...
«Sono serissima! Del grana non potrei fare mai a meno: è una sorta di salvavita (ride)!».