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Super Bowl 2018, i momenti migliori

Dalla prima vittoria dei Philadelphia Eagles allo show di Justin Timberlake, ecco cos'è successo nella 52esima edizione della finale del campionato statunitense di football

Foto: Justin Timberlake  - Credit: © Getty

05 Febbraio 2018 | 11:01 di Giulia Ciavarelli

Nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 febbraio, si è consumata la serata del Super Bowl ovvero la finalissima del campionato della National Football League, lega professionistica di football americano, che ogni anno tiene incollati al televisore decine di milioni di spettatori. I Philadelphia Eagles contro i New England Patriots, il quarterback Nick Foles contro il più grande giocatore in attività: Tom Brady. Sorprendentemente trionfano i primi, che finalmente escono vincitori del match per la prima volta.

Per l'halftime show, occhi puntati solo su Justin Timberlake, fresco di uscita discografica con «Man of the Woods», i dieci minuti di esibizione lo hanno visto riproporre i successi della sua carriera ventennale e stupire con un intenso omaggio alla travolgente musica di Prince.

Dalla partita all'inno cantato da Pink, ecco come è andata la 52esima edizione del Super Bowl.

RECORD DI TEMPERATURE: È STATO IL SUPER BOWL PIU' FREDDO DI SEMPRE

La 52esima edizione del Super Bowl passerà alla storia come quella più fredda di sempre. A fare da sfondo all'evento è stata Minneapolis, città più popolosa del Minnesota, conosciuta per le sue temperature polari. Nonostante al momento del fischio d'inizio il termometro registri -17, il nuovo U.S Bank Stadium è al coperto e dotato di un impianto di riscaldamento. Lo sbalzo termico è di quasi 40 gradi.

LE SQUADRE IN CAMPO

Foto: Philadelphia Eagles e New England Patriots - Credit: © Getty Images

Il campo di Minneapolis è stato il teatro di una grande sfida sportiva: Philadelphia Eagles contro New England Patriots, ovvero due squadre da record, ma sulla carta impari. Qualche numero: i Patriots hanno giocato la partita del Super Bowl già nove volte, vincendola in cinque occasioni, mentre per i Philadelphia Eagles è la terza apparizione sportiva al Super Bowl, senza ancora aver mai trionfato.

L'eroe di questo Super Bowl è sicuramente il 40enne Tom Brady, il campione dei campioni e stella dei sempre super favoriti Patriots, squadra che ha lottato per il sesto Super Bowl. Contro di loro sono scesi in campo gli Eagles di Philadelphia e soprattutto Nick Foles, colui che è riuscito nell'impresa impossibile di trainare la squadra alla vittoria nel 2018.

L'INNO CANTATO DA PINK

«Aspetto di cantare questo inno dal 1991, quando vidi in tv il mio idolo, Whitney Houston. Ora, è arrivata finalmente la mia occasione. È uno degli onori più grandi della mia vita, cantarlo davanti alla mia famiglia, a mio padre, a mio fratello, alla mia mamma e al mondo. E agli Eagles!!» scrive P!nk sui social il giorno prima dell'evento.

Tre volte vincitrice ai Grammy Awards, la popstar è stata colpita da una brutta influenza poco prima dell'evento, ma la sua performance non ne ha risentito: segue le orme di Lady Gaga, Alicia Keys e Beyoncè, cantando «The Star-Spangled Banner» davanti ad una platea globale. Splendida in un look argentato e bianco, l'emozione di P!nk è evidente. Che la partita abbia inizio!

I MIGLIORI SPOT PUBBLICITARI DELL'EVENTO

- Credit: © Getty Images

Come ben sappiamo, l'evento sportivo americano ha la sua parte di mondanità. Oltre al momento musicale dell'halftime, una vetrina molto importante e riservata sia al mondo del cinema con i trailer più interessanti del perioso sia alle aziende che scelgono la notte del Super Bowl per presentare le loro novità commerciali.

Anche i migliori spot pubblicitari di questa edizione sono animati da testimonial piuttosto noti al grande pubblico: dalla marca di patatine Doritos e della bibita Mountain Dew che scelgono Peter Dinklage e Morgan Freeman, al cantante degli Aerosmith Steven Tyler per lo spot della Kia, una serie di celebrities come Cindy Crawford e Britney Spears per la Pepsi, mentre l'M&M's trasforma Danny DeVito in una gigante M&M. Infine, non poteva mancare il mondo rap: per Amazon, c'è la rapper newyorkese Cardi B, reduce da due nomination ai Grammy per «Bodak Yellow».

Justin Timberlake, la star da record

Non è la prima volta per Justin Timberlake sul palco dello show più atteso d'America. La prima apparizione fu insieme agli Nsync nel 2001, poi con Janet Jackson nel memorabile (e audace) show del 2004. Non mancarono le polemiche per il "piccolo" inconveniente che lasciò la Jackson con un seno scoperto.

Ma veniamo al presente, perché con le sue tre presenze sul palco del Super Bowl Justin ha stabilito un record. E questa volta Timberlake si è tenuto tutto il palcoscenico per sé.

Se guardiamo alla rinascita artistica di dive del pop come Katy Perry, Beyoncé e Lady Gaga, per un'artista l'halftime rappresenta non solo un'incoronazione ma anche un punto cruciale per la propria carriera. Dopo la pausa dedicata al cinema, Timberlake è tornato con «Man of the Woods», il nuovo album composto da sedici brani pubblicato pochi giorni fa, un ritorno alle origini per rimanere al passo con il panorama pop contemporaneo.

Lo show: un medley dei grandi successi e l'omaggio a Prince

- Credit: © Getty Images

Vent'anni della sfavillante carriera, coronati da una lunga serie di successi, di Justin Timberlake sono stati condensati nei dieci minuti a disposizione tra un tempo e l'altro della partita.

Indossando un completo semi-camouflage disegnato da Stella McCartney, quello di Justin è stato uno show completo. Dà il via allo spettacolo all'interno di un club ricoperto di luci laser cantando il nuovo singolo «Filthy», e prosegue con «Rock your Body» (2002) per l'entrata in campo. Un concerto quasi corale: sul palco la banda musicale dei Tennessee Kids e un gruppo nutrito di ballerini. Una performance a 360 gradi con l'artista che ha occupato e gestito bene gli spazi a disposizione.

Un medley di successi, da «Señorita» a «SexyBack», «My Love» e «Cry Me a River». Poi è il momento di «Suit & Tie» e quello più intimo dell'intera performance con «Until the end of time» e «I would die 4 U». A rendere speciale quest'ultimo brano, ha contribuito una proiezione di Prince che eseguiva «Purple Rain». Un'esplosione di colori e gioia ha invaso lo stadio di Minneapolis: è «Cant stop the feeling» il finale dello show, durante il quale Timberlake canta in mezzo al pubblico (non si era mai visto) e regala selfie che valgono oro.