Home TvProgrammi“Superquark”, Piero Angela: «I sette continenti sono uno spettacolo!»

“Superquark”, Piero Angela: «I sette continenti sono uno spettacolo!»

Nella nuova edizione del programma ci guida dall’Asia all’Antartide e qui ricorda i suoi incredibili viaggi. «Non mi fermo mai e se posso preferisco la tenda all’hotel» racconta il conduttore

Foto: Piero Angela

09 Luglio 2020 | 10:00 di Paolo Fiorelli

Torna in onda “Superquark” e questa volta Piero Angela, in sette puntate, ci parlerà delle meraviglie dei sette continenti. Continenti che lui ha visitato quasi tutti, fin da quell’avventuroso primo viaggio negli Usa nel 1956 «con un aereo a elica che, per il maltempo, dovette atterrare in North Carolina anziché a New York». Da allora il grande giornalista non si è più fermato, viaggiando «per lavoro e per diletto» e «dormendo quasi sempre in tenda».

Scusi Angela, ma un bell’albergone mai?
«Sa, per vedere la natura genuina bisogna andare dove non ci sono né case né negozi né strade. Per esempio ricordo una volta in Tanzania, dove io e mio figlio Alberto siamo stati 15 giorni ospiti nella capanna di un ricercatore in mezzo al Serengeti, senza corrente, acqua o altre comodità. Eravamo lì per studiare i leopardi, gli animali più difficili da vedere. In Africa, di leoni ne vedi quanti ne vuoi, ma il leopardo sì che è un’impresa! Ci abbiamo messo 11 giorni, anzi notti, prima di trovarne uno... E poi questo tipo di viaggi offre anche un altro vantaggio».

Quale?
«Tenere unita la famiglia. Se vai a Riccione, i figli li saluti la mattina a colazione e poi, tra spiagge, ristoranti e discoteche, chi li vede più? Così invece abbiamo vissuto insieme esperienze indimenticabili».

Oggi, con la pandemia, si viaggia meno...
«E infatti i nostri inviati hanno trovato difficoltà speciali a girare il mondo per realizzare i loro servizi. Eppure, grazie anche all’intelligenza degli autori, eccoci qui, con una edizione all’altezza delle migliori».

A furia di ascoltare virologi in tv, pensa che gli italiani apprezzeranno di più la ricerca?
«Temo di no. Difficile scalfire la mentalità antiscientifica del Paese. Ma noi ci proviamo!».

«Ecco i posti più affascinanti che ho esplorato»