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02 Novembre 2017 | 17:30

«Tale e quale show»: Loretta Goggi racconta a Sorrisi il suo (lunghissimo) venerdì

La puntata di «Tale e quale show» per la regina della giuria dello show di Carlo Conti dura 24 ore...

 di Stefania Zizzari

Foto: Loretta Goggi

Nel primo caffè che accompagna questa intervista Loretta Goggi mette lo zucchero: «Il dolcificante? Proprio no. Nessun compromesso, lo bevo dolce, ma con lo zucchero: è più buono». Il secondo caffè, dopo circa un’ora di chiacchierata, lo ordina con qualche perplessità. Le viene proposto: «Vuole un decaffeinato?». E lei: «Per carità, lo prendo normale: se devo farmi del male, lo faccio come si deve… (ride)».

Loretta, non ama i compromessi?
«Semplicemente pondero le mie scelte. Sul lavoro, per esempio, la vita mi ha dato tanto: perché devo inseguire chissà cosa? Se mi innamoro di una proposta, e quindi mi sudano le mani, mi viene la paura, tremo per l’emozione e mi batte il cuore, accetto. Sennò rifiuto».

E «Tale e quale show» le fa tutti questi effetti?
«Certo. Mi diverto tanto».

• Le imitazioni di «Tale e quale show», riconoscete chi c'è dietro il trucco?

Ci porti con sé nella sua giornata-tipo di giurata di «Tale e quale» il venerdì, giorno della diretta…
«Ma certo! Ecco qui...
Ore 9 Suona la sveglia. Me ne basta una. Ma per me è una fatica alzarmi a quell’ora perché ho ancora il fuso orario del teatro e prima delle 3 o 4 di mattina non dormo mai…
Ore 9.10 Faccio colazione a letto. Sono viziatissima, ma la colazione è frugale: sul vassoio ci sono un kiwi, una tazza di tè e una fetta biscottata. Nella mia vita ho sempre fatto fatica a mangiare la mattina.
Ore 9.30 Mi alzo e controllo sul telefonino le mail. Dalla redazione mi mandano la scheda con l’abbinamento tra protagonisti e la canzone dell’artista che devono imitare. Mi siedo alla scrivania, accendo il computer e vado a cercare su Internet i filmati dei cantanti da imitare, ma di tutta la carriera, perché non so a quale filmato si ispireranno in trasmissione. Magari quello stesso brano il cantante l’ha interpretato nell’80 e nel 2005 e c’è una bella differenza fisica e vocale. Poi mi informo sulle loro vite, le curiosità, lo stile della loro musica. Siccome sono 12, vado avanti per ore. Resto seduta alla scrivania senza interruzioni.
Verso le 14 mangio uno yogurt alla frutta. Poi continuo finché non finisco questo lavoro.
Ore 16 Penso al vestito che metterò la sera. Cerco di alternare i colori per non essere sempre uguale e cambio la pettinatura in base all’abito. Ora per esempio sto per cambiare acconciatura: mi vedrete con i capelli più “selvaggi”.  Metto tutto sul letto, cerco anche i bijoux, le scarpe, la sciarpa da abbinare (in studio fa freddo). Sono tutte cose mie perché mi fa piacere vestirmi come mi sento. E mi diverte cambiare: quest’anno ho uno stile casual-chic luminoso.
Ore 16.30 Faccio lo shampoo, asciugo i capelli e mi trucco. Tutto da sola: mi vedo bene solo se mi trucco io. I truccatori, un po’ sconfortati, si limitano a passarmi un po’ di cipria in studio (ride).
Ore 17.30 Preparo la borsa con il necessario per cambiarmi perché mi vesto in camerino.
Verso le 18.30 arriva Stefano Bontempi, una persona che mi è stata molto vicina da quando è scomparso Gianni (Brezza, ndr). È il mio “cavaliere”, oltre che coreografo, cantante e attore. È anche laureato in letteratura inglese e francese e appena arriva gli chiedo qualche consulenza sulla traduzione dei testi inglesi delle canzoni che ho studiato. Ci prendiamo un caffè, facciamo due chiacchiere. Non riesco a mangiare nulla prima di andare in televisione perché mi si chiude lo stomaco per la tensione.
Ore 19 Viene la macchina a prenderci.
Ore 19.20 Arriviamo agli studi della Dear. Entro subito in camerino, che è al piano terra vicino a quello di Gabriele Cirilli e a quello del quarto giurato o dell’ospite.
Ore 19.30 A questo punto inizia il caos: da sempre, fin da quando facevo teatro, il mio camerino è il punto di ritrovo di tutti. Chi entra, chi esce, si chiacchiera, si parla di tutto...
Ore 20.20 Arrivano gli autori, che mi ragguagliano sulle prove generali.
Alle 20.50 entra Carlo Conti e dice (imita la sua voce): “Tutto bene? Come stai? Dai, che è una bella puntatona. Non votare subito che all’ultimo… vedrai! Oh, divertiamoci eh? Forte, forte…”. E va via. Io mi vesto, metto le lenti a contatto, la parrucchiera mi passa la piastra sui capelli, ripasso il rossetto e sono pronta.
Ore 21 Arriva la signora del microfono e c’è l’ansia del “dove metto la scatola?”. Quando ho le tasche è contenta perché la sistemo lì, ma se ho un abito… è un  vero disastro!
Ore 21.10 Entro in studio. Saluto Enrico Montesano e Christian De Sica e dopo cinque minuti comincia la diretta. Il mio metodo di valutazione? Le stelle. Dopo ogni esibizione ne metto da 2 a 5 e via via aggiorno, in base alle esibizioni successive. Tolgo, aggiungo, metto le frecce…Durante le pause pubblicitarie ragiono su quello che ho visto, ascolto gli autori che dicono di stringere o di allungare i commenti.
Verso le 0.30 finisce la puntata. Già durante l’esibizione della canzone vincitrice ci togliamo i microfoni e salutiamo Carlo con un bacio. Spesso vado a cena con Christian. Lui durante la settimana mi manda un messaggio: “Principessa, venerdì andiamo a cena?” Lui e sua moglie Silvia sono gli unici che riescono a farmi uscire la sera: non lo faccio quasi mai.
Verso l’una ci troviamo al ristorante, il solito. Lì mangio il primo pasto completo della giornata. In genere prosciutto e mozzarella e un riso al salto. Christian invece ama gli spaghetti “sciuè sciuè”. A cena si chiacchiera di ricordi, di come erano le nostre trasmissioni... Con Christian parlo di tutto e mi diverto tanto: non ha filtri, dice quello che pensa ed è un vero signore. Con lui gioco, con Enrico ho un altro tipo di rapporto: gioioso, ma più legato alla nostra professione.
Verso le 3 torno a casa. Prima di salire mi fermo sempre un istante a guardare la mia finestra da fuori. È come cercare il ritorno al mio nido. Poi per l’adrenalina non riesco ad andare a letto: leggo i messaggi che arrivano dopo la trasmissione, poi mi strucco e resto in piedi almeno fino alle 5 di mattina.
Ore 11 Mi sveglio, guardo il telefonino e c’è il messaggio di Carlo: “Aleee record stagionale! Baciii alla mi’ Goggi”».