Home TvProgrammi«Tale e quale show»: parlano i nuovi giudici Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme

«Tale e quale show»: parlano i nuovi giudici Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme

«Quando ho saputo che c’era anche lui volevo tirarmi indietro» scherza Panariello. «Poi hai capito che ti conveniva accettare» gli risponde Salemme

Foto: Vincenzo Salemme e Giorgio Panariello

06 Settembre 2018 | 16:58 di Stefania Zizzari

Si punzecchiano, si provocano, si interrompono, si prendono in giro. Ma soprattutto si stimano e si vogliono un gran bene. Tant’è. Il gioco delle parti tra Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme, i due nuovi giudici di «Tale e quale show» è cominciato. Comicità toscana contro comicità napoletana: un’esplosione di risate e un divertimento assicurato per le 11 puntate della nuova edizione dello show condotto da Carlo Conti. Al centro del tavolo della giuria, la «regina» Loretta Goggi, il contraltare dei nuovi arrivati.

Qual è la prima cosa che avete pensato quando Carlo vi ha proposto di diventare giurati?
Panariello: «Era da tempo che Carlo mi chiedeva di farlo ma per motivi di lavoro non ero mai riuscito a incastrare tutto. Quest’anno c’è stata l’occasione perché sto girando una fiction ma non sono come Salemme che fa sempre il protagonista. Ho un ruolo minore e quindi ho tempo per fare altro».
Salemme: «Ma senti che vittima! Non è vero. Io faccio solo camei, partecipazioni... perché mi sono fatto anziano».

Cosa avete risposto a Carlo?
Panariello: «Quando ho saputo che c’era anche Vincenzo, sono stato un po’ titubante. E ho chiesto a Carlo: “Perché proprio Salemme?” (ride)».
Salemme: «Poi quando hai sentito che i dirigenti Rai e il pubblico facevano il tifo per me, allora hai detto va bene, perché ti conveniva... Seriamente, all’inizio ero un po’ spaventato dalla proposta di Carlo, perché non ho tanta esperienza di televisione. Poi quando ho saputo che c’era Giorgio ho detto: “Allora lo faccio di corsa!”. Lui in tv è più esperto e più bravo di me e questo mi tranquillizza. Fra l’altro Giorgio è un bravissimo imitatore e quindi “ci azzecca” in pieno con questo programma».
Panariello: «Certo, ora scherziamo perché l’andazzo l’avete capito com’è, ma anch’io ho accettato di farlo quest’anno perché c’era Vincenzo, con cui ho avuto modo di lavorare tante volte. Abbiamo un tipo di comicità che si sposa bene».

Sembrate molto affiatati.
Panariello: «Una volta Vincenzo venne ospite in un mio programma. Io facevo Sarkozy, Carlo faceva Obama e lui... Angela Merkel. Sto ancora ridendo».
Salemme: «Mi ha fatto vestire da Angela Merkel. Con tanto di farfalla».

Farfalla?
Salemme: «Dico solo che era il periodo di Belen. E non aggiungo altro. Dopo quella ospitata per un anno nessuno mi ha più voluto. Ma ci siamo divertiti da morire».

Siete pronti a divertirvi di nuovo insieme?
Panariello: «Naturalmente. Anzi, sarà una situazione più comoda rispetto al solito. Per i miei programmi in tv devo scrivere, inventare personaggi, situazioni, invitare ospiti... lì invece mi metterò seduto. Probabilmente anche in bermuda, tanto dietro al tavolo non si vede nulla».
Salemme: «Ma come? C’è anche Loretta Goggi in mezzo a noi, non puoi!».
Panariello: «Tu sei venuto da me vestito da Merkel e adesso ti scandalizzi se io sono in bermuda? (ride)».

A Loretta Goggi cosa volete dire prima di cominciare?
Panariello: «Con Loretta c’è una confidenza che viene da lontano, è stata ospite nei miei programmi, ricordo il duetto Renato Zero e Mina. Credo che Loretta e Carlo siano le anime di questo programma».
Salemme: «Io mi auguro che sia lei a fare a me un “in bocca al lupo”. Spero ci sappia guidare e indirizzare nel modo giusto: avere una buona giuria è gradevole anche per chi ci guarda da casa. Io mi ispirerò molto al suo stile».

La cosa che vi piace di più del ruolo di giurato a «Tale e quale»?
Panariello: «Stare accanto a Vincenzo. Avremo degli scambi anche accesi, perché io non riconosco l’autorità di Vincenzo Salemme a quel tavolo. La sua presenza non me la spiego proprio. Mentre invece potrebbe benissimo fare il giudice di “MasterChef” perché pochi lo sanno ma Vincenzo è un cuoco fantastico...».

Lo vuole sbolognare?
Salemme: «Ecco! Vede? Cominciamo proprio male! Siccome Giorgio è toscano ci sarà questo basso livello di combutta con Carlo, toscano come lui. Mentre io sarò solo. Facciamo così, mentre siamo in giuria qualche volta prepariamo un piatto e spilucchiamo mentre guardiamo le esibizioni».

Chi sarà il più pignolo?
Panariello: «Vincenzo. Sul lavoro è precisino e pignoletto».
Salemme: «Ma quando mai? Certo, cercherò di essere sincero. È chiaro che se ti presenti a una gara devi accettare il giudizio degli altri».

Il più buono?
Panariello: «Tutti e due. Anzi, diciamo che Carlo ha preso i giudici sbagliati... siamo due provoloni (ride)».
Salemme: «Saremo buoni per paura che nei camerini ci guardino male. O magari ci picchino. Ho paura dell’aggressione fisica e sarò vigliacco: ai più robusti darò tutti 10!».

Vi conoscete bene: cosa rubereste all’altro?
Panariello: «Vincenzo ha delle giacche fantastiche. Gli ruberei quelle».
Salemme: «Sono giacche per le quali lui e Sergio Rubini mi prendevano in giro. Poi entrambi hanno cominciato a indossarne di simili: mi hanno copiato in modo vergognoso. Ecco, a Giorgio vorrei rubare questa faccia tosta (ride). In realtà Giorgio ha un talento enorme: la capacità di portare la sofferenza dentro la risata. Io lo devo fare costruendo lo spettacolo, lui ce l’ha naturalmente».
Panariello: «Di fronte a questa dichiarazione non posso scherzare. A Vincenzo invidio il suo modo di creare storie, oltre al suo talento di attore anche drammatico. È un narratore straordinario».