Torna “Confessione Reporter” firmato da Stella Pende

Si parte sabato 21 maggio, in seconda serata su Rete 4

Stella Pende a "Confessione Reporter"  Credit: © Mediaset
21 Maggio 2022 alle 08:50

Arriva un nuovo ciclo di “Confessione Reporter”, lo storico programma di Rete 4 dedicato alle inchieste di attualità e approfondimento condotto da Stella Pende. «Saranno cinque appuntamenti con temi sempre controcorrente, come piace a me» dice la giornalista. Si parte sabato 21 maggio, in seconda serata.

Di cosa si parlerà nella prima puntata?
«Di Cuba. Abbiamo fatto una “radiografia” del Paese, partendo dal fatto che in questa pandemia ha sviluppato diversi vaccini immunizzando il 97 per cento della popolazione, inclusi i bambini dai due anni in su. Ed è avanti anche nella ricerca contro il tumore al polmone».

A seguire, il sabato sucessivo cosa vedremo?
«Una puntata importante. Sulla violenza, ma dal punto di vista maschile. Indaghiamo su che cosa c’è nella mente degli uomini che picchiano o uccidono le donne. Ma cerchiamo di capire anche chi sono i maschi vittime di violenza, quelli che, gli abusi, li subiscono».

Tornerà sul tema delle sette, su cui aveva investigato in passato?
«Necessariamente, perché a causa del Covid c’è stata una recrudescenza del fenomeno e i “clienti” delle sette si sono moltiplicati. Non mi riferisco solo a Scientology, che tra i suoi adepti ha attori famosi come Tom Cruise o John Travolta, ma anche alle sette nostrane che rubano la vita e gli stipendi a tanta gente. Però, tra santoni e guru, ci sono anche gruppi che qualcuno chiama sette, ma che io preferisco chiamare comunità. Per esempio Damanhur, in Piemonte, che ha sedi pure in California e Canada. Loro hanno una visione ecologista che mi incuriosisce molto, ne parleremo nella terza puntata».

Invece nel quarto appuntamento cosa ci aspetta?
«Dedicheremo la serata all’Afghanistan. Con il ritorno al potere dei talebani, la situazione dei diritti umani è estremamente peggiorata. E a farne le spese come sempre sono soprattutto le donne: la condizione femminile è tornata indietro di 100 anni!».

Pensa di fare una puntata anche sulla guerra in Ucraina?
«Sì, la stiamo preparando. Sull’Ucraina c’è una grande copertura mediatica, ma anche tanta disinformazione. Noi diremo ciò che non è stato ancora detto sul conflitto».

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