Home TvProgrammiTorna Daria Bignardi con “L’assedio”: «Ho ritrovato l’entusiasmo degli esordi»

Torna Daria Bignardi con “L’assedio”: «Ho ritrovato l’entusiasmo degli esordi»

Dopo oltre quattro anni torna con un nuovo talk show sul canale Nove. «Sono ottimista sui grandi temi, solo le piccole seccature quotidiane mi angosciano»

Foto: Daria Bignardi torna in video dopo oltre quattro anni di assenza, durante i quali ha anche diretto Raitre (da febbraio 2016 a luglio 2017)  - Credit: © Cosimo Buccolieri/Studio Reposs

07 Ottobre 2019 | 9:00 di Solange Savagnone

Il conto alla rovescia è iniziato. Il 16 ottobre, in prima serata sul canale Nove, Daria Bignardi tornerà in tv a quattro anni dall’ultima puntata di “Le invasioni barbariche” (in quell’occasione, nel marzo 2015, tra gli ospiti c’erano Umberto Veronesi, Dario Fo e Luca Zingaretti). Anche questo nuovo talk prende il titolo da un film: “L’assedio” è mutuato dal capolavoro di Bernardo Bertolucci.

Ne parliamo davanti a un centrifugato di frutta e zenzero in un bar del centro di Milano che sembra un angolo di Parigi. Daria è in gran forma e appena si accomoda al tavolino all’aperto una signora le si avvicina per avere un autografo: «Non so se me lo chiedono per la tv o per i libri» confida lei, autrice, conduttrice, scrittrice e pure ex direttore di Raitre.

Daria, come sta vivendo quest’attesa?
«Ci stiamo divertendo molto. Abbiamo rimesso insieme il gruppo storico di autori di “Le invasioni barbariche”. La preparazione è la parte che preferisco: le riunioni, il confronto, la scrittura. Lavorare insieme è la cosa che più mi ha convinta a tornare in tv. Mi piace meno apparire: mettermi “in tiro” e camminare sui tacchi alti mi viene poco naturale. Le prime volte mi vestivo come capitava. Poi negli Anni 90 in “A tutto volume”, il primo programma che ho condotto, hanno iniziato a truccarmi e prepararmi: ero una specie di vigile urbano rigidissimo e legnoso. La mia amica La Pina di Radio Deejay mi chiama “Pinocchio”, come il suo show radiofonico, perché mi blocco quando non mi sento a mio agio».

Con l’ansia come va?
«È diminuita. Scrivendo “Storia della mia ansia” mi sono resa conto di cosa fosse: se la riconosci fa meno paura, anche se chi è ansioso lo resta per sempre».

Non appare in tv dal 2015, da quando sono finite “Le invasioni barbariche”. Le è mancata?
«No, perché ho fatto altre cose che amo. I ritmi sono più umani quando non hai un programma a cui pensare, ma non mi sono annoiata. Oltre a finire e promuovere il libro, ho scritto e interpretato uno spettacolo teatrale: “La coscienza dell’ansia”».

Chi l’ha convinta a tornare?
«Laura Carafoli (capo dei contenuti di Discovery, ndr). Mi ha cercata ed è stata molto convincente, perché mi ha dato carta bianca. Conoscere Discovery mi ha fatto innamorare del loro modo entusiasta e diretto di lavorare, mi ha ricordato l’atmosfera piena di energia che si respirava agli inizi a Mediaset. E a La7, quando sono partita con le “Invasioni”».

Cosa ci può anticipare su “L’assedio”?
«Sarà in diretta, otto puntate adesso e altre otto a fine febbraio. Lo studio lo stiamo costruendo, la scenografa è la stessa delle “Invasioni” e dell’ultimo Sanremo: Francesca Montinaro. Ci sono il pubblico, la scrivania e tante interviste. Raccontiamo la realtà e il mondo attraverso le persone che incontro, che sono di ogni tipo».

Giocando sul titolo, quando si è sentita sotto assedio?
«Solo la mancanza di tempo quando si lavora troppo mi fa sentire così. È uno dei motivi per cui ho lasciato la tv in prima linea».

Guarda mai Raitre, che ha diretto per un anno e mezzo?
«Certo. L’attuale direttore, Stefano Coletta, era il mio vice ed è un grande amico. Porta avanti tante cose che abbiamo immaginato assieme. Dal punto di vista umano è stata un’esperienza bellissima».

Il Grande Fratello ha compiuto 19 anni: sembra ieri o sono passati secoli?
«Di quella tv non so che cosa sia rimasto, è stata un’esperienza unica e irripetibile. Le storie di Instagram sono figlie di quel modo di fare televisione. Il fascino del reale credo nasca da lì».

Il Grande Fratello lo guarda ancora?
«No, anche se in genere vedo le prime puntate dei programmi. Do un’occhiata a tutto: Gruber, Floris, Formigli, Crozza, le fiction e Bianca Berlinguer, che è diventata un’amica. Ha una verve e un senso dell’umorismo unici. Verrà a “L’assedio” per parlare del libro che ha scritto».

Scrivere è ancora la sua dimensione preferita?
«È di certo la più intima, non saprei dire se sia la preferita. Ma c’è un tratto comune in tutto quello che faccio: ha a che fare con il racconto, con le storie e con il ritmo».

Il futuro come sarà?
«Sono ottimista sui grandi temi: vedo le donne più protagoniste, i ragazzi più sensibili ai temi sociali e ambientali. Sono meno positiva se si tratta delle piccole seccature quotidiane, che mi scoraggiano. Per esempio, non ho ancora capito come si paga la Tasi. Queste cose mi angosciano, tutto il resto no».