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Torna «The winner is» con Gerry Scotti, Mara Maionchi e Alfonso Signorini

«Aspiranti cantanti, vi aiutiamo noi». Da giovedì 15 giugno e dopo cinque anni di attesa, torna la gara canora di Canale 5

Foto: Alfonso Signorini, Gerry Scotti e Mara Maionchi  - Credit: © Mediaset

12 Giugno 2017 | 12:25 di Antonella Luppoli

Gerry, ci ricorda come funziona questo show?
«Il meccanismo di “The winner is” è semplice ed è rimasto invariato: i concorrenti salgono sul palco e si cimentano nel canto. Al termine dell’esibizione, viene proposto loro di andare avanti nella gara oppure di accettare una somma di denaro e tornare a casa».
È un talent show?
«No, è una gara canora. Ci saranno persone che hanno già annusato l’odore del palcoscenico in tv, ma non è andata come speravano. Abbiamo cercato storie vere e avvincenti: persone capaci nel canto, ma che abbiano anche qualcosa da raccontare. Speriamo che vada bene, così potremo rifarlo il prossimo anno».
Come è nata l’idea di avere Mara Maionchi come «giurata speciale» e Signorini come «opinionista»?
«Con Mara avevo già lavorato a “Io canto”. La stimo molto anche dal punto di vista umano. Sono felice che, tra i tanti impegni, abbia trovato del tempo da dedicarci. Anche la figura di Alfonso è preziosa, sarà il catalizzatore della cosiddetta “vox populi”. Chi meglio di lui?».
Parteciperebbe mai come concorrente a questo show?
«Certo, con una canzone di Zucchero. Sono un rocker mancato».
Se all’inizio della sua carriera si fosse trovato nella stessa situazione dei concorrenti, che cosa avrebbe scelto?
«Mi è successo... Nel 1982, un’importante agenzia pubblicitaria voleva mandarmi in America per tre anni a fare un corso da regista di spot pubblicitari. Avrei avuto un posto sicuro e uno stipendio buono. Se fossi andato la mia vita non sarebbe stata la stessa. Una sera mi chiamò Claudio Cecchetto per propormi di fare Radio Deejay con lui. Gli dissi di sì e così mi giocai tutto. Cosa che consiglio di fare anche ai concorrenti».
È vero che tornerà «Chi vuol essere milionario»?
«Per ora è un misto tra un desiderio e una possibilità. Mi piacerebbe riproporre il format americano, che è meno ingessato, ma non c’è ancora nulla di definito. Nel caso, sarete i primi a saperlo».

alfonso signorini: «sono storie di vita vera»

Alfonso, che cosa l’ha convinta ad accettare?
«Le storie di vita vera, come ben sapete, mi appassionano molto. Ne ho ascoltate tante, ma non mi stancano mai».
Che ruolo avrà nello show?
«Il mio compito è raccontare il vissuto dei concorrenti, farli conoscere al pubblico».
C’è una storia che l’ha colpita?
«Più di una. C’è chi vive situazioni di disagio economico, chi deve combattere contro una malattia. E chi ha inseguito il sogno di cantare per anni, si è arreso e ora guida i pullman».
Intervisterà anche i parenti dei concorrenti nelle «family room»?
«Dialogherò con loro dallo studio. E conosceremo i nostri protagonisti anche attraverso il racconto dei loro famigliari».
Farebbe il concorrente?
«Ma certo, anche se non ho velleità canore. Però forse lo farei per divertirmi».
Meglio i soldi o la sfida?
«Dipende dalle scelte che si fanno nella vita».
Che musica ascolta?
«Amo la musica classica, e la suono anche, ma nella mia “playlist” c’è di tutto: da Biagio Antonacci a Vivaldi, ai Coldplay».
Se vincesse i 150 mila euro di premio, che cosa ne farebbe?
«Se si potesse, comprerei il tempo: l’unico vero lusso in questo momento storico».
Un buon motivo per guardare «The winner is»?
«Perché un trio come il nostro non è usuale in tv. Lavorare con Gerry è un grande onore e Mara Maionchi è una compagna di squadra eccellente. Insieme faremo scintille!».

mara maionchi: «ci divertiremo»

Mara, è l’unica donna del trio. Come si trova?
«Lavorare con Gerry è sempre un grande piacere. E sono molto contenta di avere in squadra anche Alfonso Signorini. È una bella linguaccia (ride)».
Anche lei mica le manda a dire...
«È vero anche questo (ride). Ma che ci posso fare? Dico sempre ciò che penso e di certo non posso cambiare a 76 anni».
Ha il ruolo di «giurata speciale»: che cosa significa di preciso?
«Al termine di ogni esibizione darò dei consigli tecnici agli aspiranti cantanti».
Di fronte a un vero talento, lo dissuaderà dall’accettare l’offerta in denaro?
«La scelta non è facile, dipende da quanto contano i soldi per una persona e soprattutto da quanti ne ha in tasca. Ognuno si sceglie la vita che vuole vivere».
Il talento non basta quindi?
«No. La musica è comunicazione. Un cantante è bravo quando coinvolge l’ascoltatore. Altrimenti Bob Dylan non sarebbe mai diventato quello che è oggi».
Pensa che da questo programma possa emergere un cantante di successo?
«Mai dire mai».
Cercate la nuova Susan Boyle?
«Magari, perché no?».
Nella prossima stagione la vedremo tornare nella veste di giudice a «X Factor». Non si è stancata di giudicare?
«No, mi viene quasi spontaneo. Sarà un ritorno alle origini e sarà emozionante».