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«Tú sí que vales», i motivi del suo successo

Gli ascolti dello show sono da record. Merito della supergiuria, ma non solo. Ecco i segreti di un successo che cresce di puntata in puntata, secondo l'autore Mauro Monaco

Foto: Le incredibili evoluzioni del «Duo Ice» e «Tú sí que vales». La giovane coppia tedesco-ucraina è tra i candidati alla vittoria.

17 Novembre 2017 | 11:34 di Alessandro Alicandri

«Bentornati nel pazzo pazzo mondo di “Tú sí que vales”». Sono queste le parole che Belen Rodriguez dice spesso in apertura di trasmissione. Chi la segue ogni sabato sera su Canale 5 sa che non è solo un modo di dire. Lo show è visto da oltre 5 milioni di italiani col 30% di share: abbiamo voluto indagare i segreti di un successo che cresce di puntata in puntata. Ne abbiamo parlato con uno degli autori storici, Mauro Monaco, da anni al fianco di Maria De Filippi anche per «Amici».

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Al di là dei numeri

«Per me è difficile analizzare il successo di questa trasmissione» ci racconta «perché è il pubblico che lo premia e lo valorizza guardandolo con così tanto affetto. Noi siamo solamente soddisfatti che “Tú sí que vales” sia diventato un appuntamento fisso e atteso da tante persone, al di là dei numeri».

Più varietà che talent

Visto che non è affatto semplice accontentare i gusti di un pubblico così ampio, abbiamo cercato di ragionare sui motivi che determinano questo risultato. «Allora mi tocca svestire un attimo i panni di autore per indossare quelli da spettatore che segue ogni puntata» dice Monaco. «Ormai è difficile definire “Tú sí que vales” un talent show puro: è piuttosto un varietà nel senso della “diversità” di elementi che lo compongono».

La battaglia dei cuscini

«Ogni anno veniamo contattati da una miriade di persone» aggiunge «e noi li ascoltiamo tutti, dal più grande professionista di fama internazionale fino al talento amatoriale. La differenza con altre proposte simili è che qui non solo si iscrivono direttamente le persone, ma alcuni ci vengono segnalati da amici, parenti degli artisti o dai fan del nostro programma. Altri li selezioniamo durante il periodo di messa in onda perché ci hanno visto in tv e vogliono portare esibizioni simili». È il caso degli «scherzi», quest’anno molto ricorrenti. «Nella prima puntata un concorrente che, fingendosi sonnambulo, ha scatenato una battaglia di cuscini tra i giudici ha ispirato molti telespettatori, che ci hanno chiesto di poter partecipare per portare non delle esibizioni ma, appunto, degli scherzi. Noi, ascoltate le idee, li abbiamo accontentati. Siamo i primi a divertirci».

L’effetto sorpresa

Non è però comune in tv che personaggi così famosi si mettano tanto in gioco in un programma. «Uno degli aspetti vincenti è proprio questa disponibilità e spontaneità» racconta Mauro Monaco. «Noi autori selezioniamo e portiamo di fronte ai giudici più o meno 30 esibizioni a puntata e i giudici non sanno nulla, niente è frutto di un copione. Io sono lì, guardo cosa succede e le mie aspettative vengono puntualmente superate».

Non si ride soltanto

Ogni sabato non c’è solo il divertimento tra i «pazzerelli» della Scuderia Scotti e il sedicente mentalista fan di Mara Venier, ma momenti che raccontano anche l’impegno sociale, con temi seri affrontati in modo delicato. «È un’altra evoluzione alla quale teniamo molto, frutto dell’attenzione che riserviamo sempre a chi ci scrive» racconta. «Ci siamo accorti che “Tú sí que vales” non è il posto dove arriva chi si vuole esibire, ma chi ha qualcosa di importante da mostrare o da dire. Quando si presenta la cantante siriana che nel suo Paese non potrebbe far valere il suo talento o il sindaco sotto scorta che ha denunciato soggetti mafiosi, sappiamo che stiamo parlando a una grande fetta del Paese di un argomento che aggiunge ulteriore valore al menu variegato della serata».

Finale da conquistare

«Per la finale bisogna fare un’ulteriore selezione che tenga conto di tanti fattori» spiega l’autore. «Costruiamo la finale con lo stesso equilibrio delle altre puntate. Quindi tra tutti i cantanti, gli acrobati e i maghi che passano il turno scegliamo quelli più interessanti. L’altro aspetto è quello della disponibilità: non è detto che un concorrente arrivato dagli Stati Uniti possa tornare il giorno della finale. Lo spazio, purtroppo, è limitato».

Dammi due parole

Prima di lasciarci, chiediamo a Mauro Monaco di dirci qual è la cosa che ama di più di «Tú sí que vales». Sorride, ci pensa un attimo e risponde: «Sono due. Il clima che si crea in studio e il fatto che nulla di quello che si vede è prevedibile. Se rimango stupito io, figuriamoci chi ci guarda».