“Ustica: una breccia nel muro”, Massimo Giletti: «Sul mistero ho molte cose da raccontare»

il giornalista ritorna “alle radici” con un’inchiesta sulla strage del 1980, che presenterà in una serata speciale in diretta su Rai3

25 Giugno 2024 alle 08:38

L’estate di Massimo Giletti si apre con un mistero. Uno di quelli che segnano la storia dell’Italia: la strage di Ustica. A 44 anni di distanza da quella notte in cui un aereo (il volo Itavia IH870 tra Bologna e Palermo) esplose e portò con sé nelle profondità del mar Tirreno 81 persone tra passeggeri ed equipaggio, Giletti ricorda l’anniversario della tragedia martedì 25 giugno su Rai3, con una serata intitolata “Ustica: una breccia nel muro”. Si parla di muro e viene in mente “Il muro di gomma”, il film che nel 1991 raccontò come le indagini del giornalista Andrea Purgatori portarono alla luce quella che oggi è l’ipotesi più accreditata sul disastro: l’aereo fu vittima involontaria in un duello tra caccia francesi o della Nato e libici.

Giletti sarà in diretta dal Museo per la Memoria di Ustica, a Bologna, dove sono conservati i resti del velivolo. Aiutato da alcuni ospiti “tecnici”, racconterà il frutto di tre mesi di lavoro: «Torno alle mie radici con un’inchiesta classica: i miei collaboratori e io siamo andati in giro a fare ricerche e interviste, anche all’estero, per capire che cosa sia successo quella notte nei cieli italiani. L’Aeronautica militare ha sempre detto che non c’erano aerei militari in volo: è vero? Magari le cose non stavano così…».

Che verità ci troveremo di fronte?
«Di Ustica ho capito che è come un complicato gioco delle tre carte. Quando pensi di aver trovato una soluzione, ecco che ne spunta un’altra. Al di là delle teorie sull’esplosione (fu un missile? Fu una bomba dentro l’aereo?), rimane il fatto che dopo 44 anni non si è ancora capito chi sia responsabile di cosa (una sentenza civile, non penale, ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire le famiglie delle vittime per omissioni e negligenze, ndr)».

Però si parla di una breccia nel famigerato “muro di gomma”…
«Parleranno persone che quella notte erano in posti-chiave: contributi nuovi e importanti che solleveranno polemiche e dubbi. Di più, però, ora non posso dirvi».

Qual è il problema più complesso in questa vicenda?
«Il problema vero è che il relitto dell’aereo, da cui molti attendevano risposte, non ha “parlato” in modo definitivo. Del resto sono successe tante cose anomale dopo il recupero: reperti fatti esaminare da esperti, per dire, non sono più tornati».

Chi sono gli eroi positivi di questa storia?
«I parenti delle vittime. Non si sono mai dati per vinti e, soprattutto nei primi anni, hanno fatto quel che avrebbe dovuto fare la magistratura. Hanno lottato, perché andare contro i muri, contro il “sistema”, contro il potere, per avere una verità non è mai facile. E il momento in cui hanno dovuto riunirsi in un’associazione per poterlo fare, ecco, lì secondo me lo Stato ha perso. Perché lo Stato non dovrebbe avere bisogno del lavoro di un’associazione dei parenti, no?».

Qualcuno le ha detto: «Non voglio più parlare di questa cosa»?
«Sì. Dopo così tanto tempo, alcuni familiari delle vittime non hanno più fiducia, non vogliono riaprire ferite che hanno cercato di far rimarginare. Pensate, però, che abbiamo a che fare con persone che non hanno neppure una tomba su cui piangere, perché tanti cadaveri non sono stati trovati, giacciono ancora in fondo all’abisso… E proprio dal punto in cui scomparve l’aereo dell’Itavia io inizierò la serata. Vedremo il volo che ho fatto su un elicottero della Guardia di Finanza dall’isola di Ponza, dov’era l’aereo quando il suo comandante Domenico Gatti parlò per l’ultima volta ai passeggeri (e ascolteremo le sue parole…), verso Palermo. E ci fermeremo su quello che viene chiamato “punto Condor”, la fatale posizione tra Ponza e Ustica dove gli operatori dei radar militari dicono di non aver visto nulla».

Che cosa succederà dopo questa serata su Ustica?
«Penso che si apriranno scenari un po’ diversi rispetto a quelli che conosciamo, e gli spettatori si ritroveranno con elementi su cui riflettere».

E lei, dopo il suo ritorno in Rai, di che cosa si occuperà?
«Riprenderò subito a lavorare. Sto progettando un altro “grande evento” televisivo per l’inizio di settembre, ma è ancora tutto da mettere in piedi. La certezza è che farò ben poche vacanze».

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