Home TvProgrammiVeronica Maya conduce su Rai2 “L’Italia che fa”

Veronica Maya conduce su Rai2 “L’Italia che fa”

Il nuovo programma, in onda da lunedì a venerdì alle 16.10 dal 1º giugno, racconta storie di solidarietà che partono da un singolo individuo, da piccole comunità locali o da enti senza scopo di lucro

Foto: Veronica Maya

28 Maggio 2020 | 15:54 di Simona De Gregorio

Storie di solidarietà che partono da un singolo individuo, da piccole comunità locali o da enti senza scopo di lucro. A raccontarcele è "L’Italia che fa", il nuovo programma di Raidue in onda da lunedì a venerdì alle 16.10 dal 1º giugno. Alla conduzione c’è Veronica Maya.

Veronica, di che cosa si tratta?
«L’idea è nata prima del Covid-19, ma ora gli argomenti che tratterò, con l’aiuto di ospiti in collegamento (tra i tanti, vedremo Maria Grazia Cucinotta e Paolo Kessisoglu), sono quanto mai attuali. Il coronavirus ha messo in ginocchio molte persone, ha inciso pesantemente sulla nostra economia. Ma la catena di solidarietà non si è fermata. Basta pensare alla spesa solidale, dove si possono donare beni di prima necessità a chi ha bisogno».

Contenta di tornare in tv dopo due anni di assenza?
«In questi due anni ho fatto tante cose, tra cui un film con Enrico Lo Verso, intitolato Magari resto, che non è ancora uscito nelle sale a causa del coronavirus. Ma sono felice di tornare in tv con questo programma. Ho sempre sostenuto associazioni no profit, soprattutto in difesa dei bambini e contro la violenza sulle donne. E penso che ci sia bisogno di messaggi positivi. Solo aiutandoci tra noi potremo riprenderci da questa esperienza».

Lei come convive con il Covid?
«Come moglie e mamma di tre bambini il periodo di “quarantena” mi ha ha dato l’opportunità di rivoluzionare la mia quotidianità e di trascorrere più tempo con la famiglia. Ho sperimentato tutte le ricette possibili e sono diventata brava a preparare i dolci. Credo che a risentire di più di questa situazione siano i bambini. La didattica a distanza è una grande cosa, ma la scuola è anche aggregazione, confronto con gli altri».

Non le pesa lasciare questa quotidianità familiare?
«Un po’ di mancherà, ma sono sempre stata presente per i miei figli. E la famiglia appoggia totalmente questa scelta».