Home TvProgrammi“Viaggio nella grande bellezza”: con Cesare Bocci nel cuore del Vaticano

“Viaggio nella grande bellezza”: con Cesare Bocci nel cuore del Vaticano

Mercoledì 18 dicembre, in prima serata su Canale 5, l’attore ci mostra meraviglie e curiosità dello Stato del Papa

Foto: Cesare Bocci e, sullo sfondo, la Cappella Sistina

12 Dicembre 2019 | 12:12 di Enrico Casarini

Cesare Bocci decide che può rimandare la cena che chiude una giornata passata in teatro a Tolentino (MC) a provare il riallestimento di “Pesce d’aprile, lo spettacolo tratto dal libro che ha scritto con la moglie Daniela Spada. Vuole parlare con calma di un’altra serata che aspetta lui e aspetta il pubblico mercoledì 18 dicembre su Canale 5. Si intitola “Viaggio nella grande bellezza” e sarà un lungo racconto di meraviglie, capolavori ed emozioni colti nelle strade e nei palazzi della Città del Vaticano.

Questo speciale unirà immagini spettacolari e rigore nei testi. Un viaggio avvincente che segna il grande ritorno di Canale 5 alla divulgazione. Bocci avrà un compito impegnativo e graditissimo: farci da guida appunto in tanta bellezza. Lo accompagnano (in questa produzione Mediaset realizzata con Vatican Media e RealLife Television) ospiti d’eccezione come il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, monsignor Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia, e la storica dell’arte Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani.

Vedremo cose “impossibili”, non solo perché solitamente chiuse al pubblico, ma anche perché irraggiungibili se non da un’agilissima telecamera montata su un drone... «Il mio stupore sarà davvero sincero» dice subito Bocci. «Del Vaticano io avevo visto soltanto San Pietro! È incredibile ma non ero mai entrato nei Musei Vaticani: visitarli deserti, accompagnato dal direttore Jatta, è stata a dir poco una fortuna».

Quali altre “emozioni forti” ha vissuto e farà vivere agli spettatori?
«Ci affacceremo da una finestrella alta sopra il portone centrale di San Pietro e da lì vedremo l’intera basilica: sotto di noi ci sarà un mondo di tesori d’arte e l’incredibile agitarsi di migliaia di “formichine” che sono i fedeli e i visitatori. Poi arriveremo a pochi passi dalla “Pietà” di Michelangelo andando oltre la protezione che la custodisce: è pazzesca... Da un torrione vedremo l’alba illuminare San Pietro e tutta Roma. E poi c’è la Cappella Sistina! Starci dentro da soli è strano, resti senza fiato. Ti accorgi che tutto lì ha un significato. Penso all’affresco michelangiolesco della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre: è un film in due fotogrammi! A sinistra vedi Adamo ed Eva giovani, felici, forti… A destra eccoli, invece, scacciati dall’angelo, invecchiati, ingobbiti…».

Non è facile intrattenere in televisione parlando di cultura.
«Bisogna saper affascinare e appassionare. In questo caso mi sono entusiasmato appena ho aperto il copione: leggevo ed ero curioso di sapere che cosa sarebbe venuto dopo. E infatti, quando ho visto lo speciale completato mi sono piaciuto perché io per primo mi sono appassionato e affascinato. Oh, siamo chiari: non è che sono arrivato e mi sono inventato tutto!».

Quanto ha studiato per prepararsi?
«Abbiamo lavorato sodo sul copione per un mese. Come al solito io ho lavorato per portare ogni battuta a misura mia. È durante questo lavoro fatto con gli autori che io “imparo”. Quando sento che il racconto esce fluido, allora tutto diventa semplice».

Lei che viaggiatore è? Pianificatore o avventuroso?
«Avventuroso: mia moglie Daniela e io decidiamo tutto all’ultimo. Per lei è una “forma mentale”, per me è un’eredità del lavoro di attore».

Quale potrebbe essere un suo nuovo “viaggio” televisivo?
«Mi piacerebbe raccontare alcune vicende storiche. Per esempio come l’Italia si è “riunificata” dopo la Prima guerra mondiale grazie al simbolo del Milite Ignoto... E non racconteresti Michelangelo? Per fortuna in Italia le ispirazioni non ci mancano!».

5 “segreti” ve li raccontiamo noi

La casa del papa
Francesco ha scelto di non vivere negli Appartamenti papali del Palazzo Apostolico, ma in una camera a Casa Santa Marta, un albergo per religiosi.

L’ufficio del pontefice
Francesco va comunque al Palazzo Apostolico, perché lì si svolge il suo lavoro di “Capo di Stato”. Da una sua finestra, poi, ogni domenica recita l’Angelus.

Il bancomat è in latino
La lingua ufficiale della Santa Sede è il latino, così in Vaticano i bancomat hanno le istruzioni anche in latino: la tesserina si chiama “scidula”.

La “micro ferrovia”
Vaticano e Italia sono uniti anche da una ferrovia di 1,27 chilometri. È la tratta internazionale più corta del mondo. In Vaticano ci sono una stazione e 200 metri di binari.

La farmacia
La Farmacia Vaticana è una delle più particolari del mondo. È aperta anche ai cittadini non vaticani (con passaporto e prescrizione).