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Quando i vip diventano supereroi da fumetto

Vedere un personaggio reale trasformato in un cartone animato è sempre più frequente. I disegnatori ci spiegano come si fa

03 Settembre 2020 | 9:30 di Barbara Mosconi

Da ultimo è toccato a Carlo Conti. Il conduttore toscano è diventato, infatti, un presentatore di cartoon con le sembianze di un elegante gatto scuro nei nuovi episodi di “44 Gatti”, il cartone animato ideato dal gruppo Rainbow di Iginio Straffi e prodotto in collaborazione con l’Antoniano di Bologna e Rai Ragazzi. Le puntate in cui apparirà Gatto Carlo andranno in onda a ottobre su Rai Yoyo, ma la sua immagine “gattizzata” è già in circolazione.

«Trasformare un personaggio reale in un personaggio cartoon è un procedimento magico» raccontano Mauro Angeloni e Paolo Frattesi, art director di Rainbow. «Ci impegniamo a disegnare non solo un personaggio somigliante, ma un personaggio con il suo modo di essere». Come si procede? «I colori hanno un ruolo di primaria importanza, forniscono informazioni sul carattere, la sensibilità, lo stato d’animo. Poi vanno rappresentate le attitudini e le espressioni tipiche. Occorre osservare e individuare le caratteristiche che rendono il personaggio unico e diverso, partendo da occhi, naso, bocca, forma della testa... Nessun dettaglio deve essere trascurato, anzi, va messo in risalto, esagerando la rappresentazione di ogni particolare, come in una caricatura». Nel caso di Carlo Conti i dettagli sono stati «la fronte, gli occhiali, il mento, il sorriso, l’espressione simpatica un po’ ammiccante e, naturalmente, l’abbronzatura».

Anche “Topolino” in casa Disney ha nel corso degli anni sottoposto a “paperizzazione” decine di personaggi dello spettacolo, dello sport, della musica, finiti tra le pagine del fumetto. Così Tiziano Ferro è diventato Tiziano Paperro, Ligabue Liga Duck, Gianni Morandi Moranduck. L’elenco è lungo: Fiorello, Mina, i Pooh, Vasco, Zanetti, Totti, Fabio Fazio, Renato Zero... «Solitamente si parte da alcune fotografie di chi vogliamo “paperizzare”» spiega Andrea Freccero, disegnatore e supervisore artistico di “Topolino”. «Il nostro è un disegno comico, pochi segni che vadano a catturare immediatamente l’essenza del personaggio. Sta alla sensibilità del disegnatore trovare una sintesi adeguata riconducibile alla fisionomia del personaggio». Gli elementi importanti da valutare sono: «L’ambientazione, l’abbigliamento, la postura, il modo di muoversi. E soprattutto lo sguardo, la forma delle sopracciglia: gli occhi sono il punto di contatto che cattura il lettore». Il risvolto positivo è che i personaggi famosi sono i primi a divertirsi a finire in un cartone animato o dentro un fumetto. «Su “Topolino” il giornalista Vincenzo Mollica è comparso come Paperica così tante volte da diventare un personaggio disneyano!».