Home TvReality e talentAlberto Urso, il vincitore di “Amici”: bello, bravo e vincente

Alberto Urso, il vincitore di “Amici”: bello, bravo e vincente

Per Maria De Filippi ha rappresentato «una boccata d’aria fresca nello show, un ragazzo buono e affettuoso, che faceva ridere quando mangiava di nascosto in casetta e che quando cantava chiedeva sempre: “Come sono andato?”. E ogni volta lo aveva fatto benissimo»

Foto: Nato a Messina, Alberto Urso è laureato in Canto lirico al Conservatorio di Matera. Il suo album di esordio, “Solo”, è balzato in testa alla Superclassifica

07 Giugno 2019 | 14:08 di Giusy Cascio

Per Maria De Filippi ha rappresentato «una boccata d’aria fresca nello show, un ragazzo buono e affettuoso, che faceva ridere quando mangiava di nascosto in casetta e che quando cantava chiedeva sempre: “Come sono andato?”. E ogni volta lo aveva fatto benissimo». Ma Alberto Urso, il tenore che ha vinto la 18a edizione di “Amici”, è soprattutto un ragazzo di grande talento.

• Alberto Urso, il videoclip del singolo "Accanto a te"

Il giovane 21enne di Messina ha conquistato il pubblico con la voce e il fascino mediterraneo. Le ragazzine impazziscono per i suoi occhi verdi e sanno a memoria la canzone “Accanto a te”, tratta dall’album “Solo” e scritta con la seconda classificata Giordana Angi.

Secondo Maria De Filippi non devi ringraziare nessuno per il tuo talento, se non te stesso.
«Ma io sono grato alla mia famiglia, che mi ha sempre incoraggiato nel percorso artistico. Per questo ho dedicato la vittoria a nonna Rosetta, che non ha assistito allo show ma mi guarda da lassù».

Il tuo prossimo obiettivo qual è?
«Non smettere mai di studiare. E l’importante per me è farlo con passione».

Dopo il diploma in Teoria e solfeggio e la laurea magistrale in Canto lirico ti darai a generi differenti come il pop o il rock?
«Non abbandonerò la lirica, che sono fiero di aver portato ad “Amici”, ma a me piace tutta la musica, se è fatta bene».

Quando canti infatti passi con disinvoltura da Puccini ai Queen. E suoni anche un po’ di tutto, no?
«Il pianoforte, la batteria e tre tipi di sassofono: soprano, tenore e contralto».

Che tipo di musica ascolti?
«Pavarotti, Bocelli, José Carreras e Placido Domingo, accanto a Cremonini, Jovanotti e ai Pink Floyd».

Sul braccio hai dei tatuaggi: lo spartito di “’O sole mio” e l’effigie di Euterpe, musa della musica... È mai stato un problema essere tatuati nell’ambiente della lirica?
«Certi pregiudizi per fortuna non esistono più. Ormai persino al Teatro alla Scala sono tutti tatuati» (ride).

Nella finale hai dedicato un brano a Giordana, tua rivale per la vittoria. Gesto sportivo: ti piacerebbe fare un duetto o un tour con lei?
«Sì. Giordi è bravissima e ad “Amici” è nato un profondo rapporto di amicizia. Ma a un duetto non abbiamo avuto tempo di pensare».

Intanto, da goloso come sei, prima di affrontare nuove sfide ti godrai il meritato relax gustando arancini e cannoli della tua terra?
«Senza esagerare, sennò mi viene la “panzetta”. Come a 13 anni, ai tempi in cui facevo “Ti lascio una canzone”».