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Alex Braga, un alieno ad «Amici»

Il nuovo professore del talent show di Maria De Filippi sta sconvolgendo tutti con le sue sperimentazioni

Foto: Alex Braga

02 Febbraio 2016 | 15:59 di Simona De Gregorio

Cambio di cattedre ad Amici. Ai confermati Ruby Zerbi e Carlo di Francesco, quest’anno si sono aggiunti tre nuovi professori: Fabrizio Moro, Marco Maccarini e Alex Braga. Ed è quest’altimo che sta facendo parlare molto di sé su Facebook e Twitter. Dj, conduttore, autore radiofonico (ogni giorno va in onda su Radio 2 in 610) e televisivo e produttore discografico, Braga sta sconvolgendo tutti con le sue sperimentazioni nel talent di Maria De Filippi, trasmesso il sabato pomeriggio su Canale 5 e dal lunedì al venerdì su Real Time.

Braga, lei non è proprio il classico professore…
«Infatti. Tant’è che non mi faccio neanche chiamare professore. Io non ho niente da insegnare a nessuno. Semplicemente ho una mia visione personale della musica che cerco di condividere con i ragazzi».

E quale sarebbe questa sua idea?
«Il mio obiettivo è quello di portare la musica elettronica all’interno del talent. Si tratta di un genere ancora di nicchia in Italia, ma diffusissimo all’estero dove c’è maggiore voglia di sperimentare e di portare innovazione».

Cos’è per lei l’innovazione?
«Io credo che l’Italia sia piena di belle voci. Ma non basta essere un bravo interprete  per diventare un’artista. L’arte per me è creatività, trasgressione, rottura degli schemi in cui spesso è inquadrata la musica pop».

Ci faccia qualche esempio…
«Prendiamo dei miti della musica, come John Lennon e David Bowie: non è solo per la loro voce che sono diventati dei miti, ma perché sono stati innovatori e rivoluzionari. Quando lavoravo a Videomusic ho avuto l’onore di conoscere e intervistare Bowie. Poteva anche stare zitto, ma standogli accanto avvertivi delle vibrazioni. Di se stesso diceva “I miei pantaloni hanno cambiato il mondo”. Una frase che dice tutto: lui sì che ha creato qualcosa di nuovo e diverso».

Ed è questo che cerca nei ragazzi di Amici?
«La selezione è durissima e a questo punto sono rimasti grandi talenti che meritano di arrivare al serale. Per loro è una grande opportunità per fare qualcosa che dia un senso al loro percorso».

E come si trova con gli altri professori?
«Benissimo. Perché mi hanno accolto come un alieno. Hanno capito che io sono fatto così e mi lasciano folleggiare. Siamo tutti molto diversi tra noi, ma questo è positivo per i ragazzi in quanto ricevono stimoli diversi».

Lei cosa trova stimolante di questa esperienza?
«Prima di tutto posso far conoscere a un vasto pubblico la potenza della musica elettronica. E poi mi auguro che da questo talent possa emergere un artista, uno capace di rivoluzionare non solo l’Italia, ma il mondo».

Insomma, un nuovo David Bowie!