Home TvReality e talentAlfonso Signorini: «Condurre il GF Vip è stato come scalare l’Everest!»

Alfonso Signorini: «Condurre il GF Vip è stato come scalare l’Everest!»

Alla vigilia della finalissima su Canale 5 il conduttore fa il punto su questa avventura indimenticabile. «Mi sono commosso, spaventato, arrabbiato, ma soprattutto divertito» ci svela il direttore di “Chi”. «Ora non ho più paura di niente»

Foto: Alfonso Signorini

08 Aprile 2020 | 12:37 di Solange Savagnone

La finale è ormai alle porte e ora che l’avventura sta per finire non ci resta che ripercorrerla insieme con Alfonso Signorini, autore, oltre che conduttore, della quarta edizione del “Grande Fratello Vip”: «È stata un’esperienza importante da tanti punti di vista. Mi sento gratificato e appagato perché ho fatto una cosa che mi è piaciuta, anche se adesso c’è un po’ di amarezza perché sta per finire».

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Il “GF Vip” è a tra i pochi programmi di intrattenimento a non essere stato sospeso per l’emergenza Covid-19: è stato difficile lavorare in queste condizioni?
«Con lo scoppio della crisi tutto si è complicato: abbiamo chiuso lo studio di Roma, che è il più grande e innovativo, e ora conduco da solo nello studio di Cologno Monzese (MI) con accanto Pupo. Per la prima volta in 20 anni di storia del reality lo abbiamo ridotto al suo scheletro. Un po’ com’era nella prima edizione condotta da Daria Bignardi dove non c’erano nemmeno gli opinionisti».

Si sente tanto la mancanza del pubblico in studio?
«In realtà trovo che la sua assenza faccia bene al programma perché i concorrenti sono molto più autentici».

Quanto ha pesato sul suo equilibrio psicofisico questa situazione?
«Confesso che è stata una avventura che ricorderò per tutta al vita. Non ho avuto vita facile. Prima ho dovuto affrontare due prime serate alla settimana per tanto tempo, ed è stato un bel banco di prova. Poi mi sono trovato a gestire una situazione psicologicamente pesantissima: la prima volta che sono andato in onda dallo studio di Cologno è stato dopo il discorso a reti unificate in cui Giuseppe Conte annunciava l’estensione della zona rossa a tutto il Paese. Non è stato facile, ma sono stato fiero di me stesso. Mi è servito molto il mio essere uno scalatore: io che faccio in cordata tutte le cime delle Dolomiti, se mi trovassi sull’Everest sarei terrorizzato. Invece è come se lo avessi scalato. Ora non ho paura più di niente».

Umanamente l’ha cambiata questa esperienza?
«Un po’ sì, ma sono sempre stato rispettoso della natura umana. Non ho mai chiusure verso le persone, cerco di conoscerle e capire. Però non avrei mai immaginato di diventare protettivo nei confronti dei concorrenti».

L’emozione le ha giocato brutti scherzi durante la diretta?
«Nello studio di Roma, sulla pedana principale dove camminavo e conducevo, passavano una serie di scritte che venivano contro di me. Le prime puntate, per l’emozione, ero convinto che mi stesse per venire un ictus, ero certo di avere un giramento di testa a causa della pressione! Ho il terrore di sentirmi male in diretta. Adesso ho un’altra paturnia: che mi venga un colpo di tosse e pensino che abbia il virus. È un incubo che ho anche di notte!».

La situazione che più l’ha divertita in questi mesi?
«Ce ne sono state tantissime, come quando ci ha scritto una suora che sosteneva di aver preso i voti perché Antonio Zequila le aveva rovinato la vita! Mi hanno divertito, anche se non ci sarebbe nulla da ridere, tutti gli alterchi tra Valeria Marini e Antonella Elia. Eva contro Eva. Stupendo».

Invece cosa non le è piaciuto?
«Le squalifiche. Salvo era una gran brava persona e Clizia una donna molto strutturata, ma hanno detto cose inqualificabili che andavano censurate. Mi è pesato eliminarli perché per carattere non squalifico mai nessuno e cerco sempre di capire».

Il momento più commovente?
«Tanti. Il più forte è stato dopo le confessioni di Fernanda e della Elia, prima che la Lessa venisse eliminata e si abbracciassero: ringrazio Pupo perché ha preso in mano la situazione vedendo la mia commozione».

Ormai ha la lacrima facile…
«Sono diventato fragile con l’età. Piango in continuazione. Anche quando Antonella ha detto di vergognarsi di se stessa, di essere cattiva, non ce l’ho fatta e ho mandato la pubblicità. Per non parlare di quando ho lanciato l’iniziativa Mediafriends per i bambini i cui genitori sono costretti a seguire i figli in ospedale. Dato che ne ho conosciuti tanti di quei bambini, quando ho detto quella cosa lì ho fatto velocissimo e poi sono scappato via per non piangere».

In quali occasioni ha avuto veramente paura?
«Durante la prima puntata, quando prima della diretta ho letto la tensione negli occhi delle persone che avevo accanto. E poi, come dicevo, dopo il discorso del presidente del Consiglio Conte: è stato così strano andare in onda subito dopo quello che aveva detto che ho rischiato mi venisse un colpo».

Chi l’ha stupita di più fra i concorrenti?
«Non c’è una graduatoria. Di sicuro mi ha spiazzato Adriana Volpe. È stata una grande protagonista, molto generosa. Ha mostrato di sé un volto che il grande pubblico e gli addetti ai lavori non conoscevano. Mi è piaciuta l’umanità di Andrea Montovoli, che ha raccontato di essere stato in carcere quando era minorenne, e la fragilità di Fernanda. Mentre la Elia non l’ho ancora inquadrata bene, le asperità del suo carattere e la voglia di aggredire anche verbalmente gli altri non le capisco».

Da chi invece si aspettava di più?
«Tutti si sono messi in gioco. Anche gli ultimi arrivati, come Teresanna e Sossio, si sono rivelati ottimi concorrenti. Ho conosciuto anche aspetti inediti di Aristide: non prende mai posizione neanche sotto tortura e questo lo ha aiutato nel suo percorso. Mi fa piacere che sia arrivato in finale».

Ora che sta per finire, teme una crisi d’astinenza dalle telecamere?
«No, non soffro la mancanza della diretta. Sognavo di finire e andare a fare trekking sull’Himalaya due settimane con la mia guida, ma è saltato tutto. Non mi mancherà la televisione».

Condurrebbe un’altra edizione “GF Vip” oppure no?
«Il programma ha funzionato e questo successo è dovuto per il 60% al cast. Ma ci sono voluti mesi per formarlo. Quindi, se avessi il tempo per lavorarci, lo rifarei volentieri.

Cambierebbe qualcosa?
«Squadra vincente non si tocca. E nemmeno i miei papillon!».