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«Amici 16», Alessandra Celentano co-coach del serale

L'insegnante di ballo di sarà al fianco del direttore artistico della squadra bianca Morgan, insieme a Boosta. Con Veronica Peparini litiga solo per passione

09 Marzo 2017 | 14:25 di Stefania Zizzari

È insegnante di danza della scuola di «Amici» dal 2003. È milanese, è la nipote di Adriano Celentano e nutre un amore viscerale per la danza classica.Sarà anche nella nuova edizione
di «Selfie»: «Un’esperienza diversa, che fa riflettere».Non prescinde dal fisico dei ballerini, che deve essere esile e slanciato, dal rispetto delle «linee» del corpo e dalla tecnica. Alessandra Celentano è severa e diretta nei giudizi, soprattutto in quelli negativi. Ma assicura: «Non sono cattiva: sono sincera e credo di fare il bene dei ragazzi». Nelle sue valutazioni si trova spesso in disaccordo con Veronica Peparini. E allora sono scintille.

Alessandra, un po’ severa lo è: ha fatto versare lacrime ai ragazzi, come quando ha detto a Vittoria che era sovrappeso per fare la ballerina.
«Ma no. Se ci sono ballerini che secondo me non hanno possibilità, preferisco non illuderli. Dico sempre che è meglio un buon avvocato che un ballerino mediocre e frustrato. La passione è una bellissima cosa. Devono continuare a coltivarla, ma se non sono portati devono realizzarsi da un’altra parte».

Il consiglio più importante?
«Abbiate consapevolezza di quello che fate, del livello al quale siete, delle vostre effettive possibilità, dei pregi e dei difetti. E studiate tanta danza classica perché è la base per riuscire a fare tutti gli stili. Anche se poi ballerete hip hop con le scarpe da ginnastica e del collo del piede non ve ne importerà nulla».

Preferisce la classica?
«Mi piacciono tutti gli stili, se fatti bene. Ho lavorato anche con compagnie di danza moderna e con coreografi con stili diversi. Sono pazza di Michael Jackson ma certo, la mia formazione è quella del balletto».

Quando ha cominciato a studiare?
«A 9 anni, ma ancora prima ballavo per casa. Mia madre era una cantante lirica, amava la danza e la musica. Si metteva al pianoforte e io e mia sorella danzavamo. Da parte di papà, musicista e ballerino di tip tap, parliamo della famiglia Celentano: insomma, la danza e la musica per me erano naturali».

Ha ancora le prime scarpette?
«No. Non sono così romantica, ogni tanto mi libero delle cose vecchie».

Il primo ricordo legato alla danza?
«Riguarda il mio primo maestro. Ero piccola e a una lezione avevo dimenticato le scarpette di danza a casa: lui per tutta la lezione non mi ha degnato di uno sguardo. Volevo morire. Lo ricordo ancora oggi. E da allora non ho mai più dimenticato nulla. Almeno nella danza, nella vita è un’altra cosa…».

Cosa serve a un buon ballerino?
«Un insieme di caratteristiche. Per la classica ci vuole un fisico predisposto, così come un fantino non può essere alto due metri. Lo studio, quindi la tecnica, la dinamica, la musicalità, l’espressione, l’artisticità, la coordinazione, il controllo del corpo, una buona capacità di memorizzare. E tutta questa fatica mentre balli non si deve far vedere».

Cosa le piace di Veronica Peparini?
«È istintiva, ha passione ed è “fumina”: se la prende a cuore e si infiamma».

Cosa le piace meno?
«Che è troppo “fumina”, appunto».

Cos’è la danza per lei?
«La vita».