Home TvReality e talent«Amici», Luca Tommassini: «Da Madonna a Maria i miei grandi amori»

«Amici», Luca Tommassini: «Da Madonna a Maria i miei grandi amori»

Il direttore artistico del talent condotto dalla De Filippi racconta a Sorrisi la sua vita affascinante in mezzo alle star

Foto: Oltre alle sue molteplici attività, Luca Tommassini ha anche ideato diversi spot pubblicitari

18 Maggio 2018 | 14:11 di Barbara Mosconi

Il complimento più bello, confessa, gliel’ha fatto Claudio Baglioni. In un’intervista ha detto che Luca Tommassini non è né italiano, né americano, «è come un’isola che si porta dietro tutte le cose che ha visto». Ed ecco quest’isola fatta di salti, rotazioni e piroette: Luca Tommassini, ballerino, coreografo, regista, attore, 48 anni, romano di nascita e giramondo di professione. Per il momento fa sosta nel bar di un hotel alla periferia est di Roma, poco lontano dagli studi Mediaset dove va in onda il talent show «Amici». Ancora tre settimane da direttore artistico e poi finirà anche questa avventura di una vita che sembra un romanzo (peraltro già scritto con il titolo «Fattore T.», Mondadori). E dopo? Tommassini, butta lì, farà altra televisione, cinema, firmerà una linea di abbigliamento e pure un gelato.

Luca Tommassini, direttore artistico di «Amici 2018». Subito un bilancio.
«È un’esperienza fortissima, inaspettatamente più forte di qualsiasi altra esperienza della mia vita professionale».

Cosa la sconvolge?
«Pensavo di aver conosciuto Maria (De Filippi, ndr) prima, ma lei la conosci sul campo, sono  affascinato dalla sua testa e da come gestisce la diretta. Lei è una giocatrice e se la gioca in diretta. Diventa sorprendente anche per me». 

Più faticoso di quello che aveva messo in preventivo?
«Molto di più, questo programma l’abbiamo un po’ inventato in corsa, avevamo un’idea, ma poi si gioca d’istinto. Maria segue i flussi e andarle dietro con tutto il macchinone è faticoso. La scaletta la scriviamo in diretta».

Come se ne esce?
«Sabato scorso, prima della diretta, dietro le quinte Maria mi ha detto: “Dai, forza, ce la giochiamo!”. Io ho risposto: “Bene, sono molto contento”. E lei: “Allora sei matto come me!”. Anche per me è una sfida, io sono un super controllore. Qui devi preparare più di 100 messe in scena, disegnarne 20 e non sai mai quelle che escono. A “X Factor” sapevi cosa andava in onda, qui non lo sai».

Perché ha lasciato «X Factor» dove era una colonna portante?
«Proprio perché ero una colonna portante. Volevo mettermi in gioco. Mi piace l’idea di poter gestire dei numeri di ballo, ad “Amici” ci sono talenti impressionanti, nessuno ha un corpo di ballo così. A “X Factor” ho fatto un’esperienza musicale. Che poi nella mia carriera ho lavorato più con i cantanti che con i ballerini»,

Quindi non tornerà a «X Factor».
«Per il momento no. Mi piace avere il coraggio di aprire porte nuove. “X Factor” ha bisogno di aria nuova, io per dieci edizioni ho cercato di rinnovarlo ogni anno».

Che differenze ci sono fra un talent e l’altro?
«Ad “Amici” c’è la parte reality molto forte, viene raccontata la parte privata, l’intimo dei ragazzi. “X Factor” te li presenta più come artisti. Qui sono 50% artisti e 50% esseri umani».

Ad «Amici» c’è Heather Parisi, sua antica fiamma: un’altra sfida?
«È stata una delle donne più importanti della mia vita. Quando ancora non la conoscevo ero pazzo di lei, per come ha rivoluzionato la danza. Sono io che ho fatto il suo nome a Maria, ha delle doti, una tecnica, uno stile che rimarrà inimitabile».

La farà ballare in trasmissione?
«Mi piacerebbe, ma non credo abbia voglia di ballare, qui le occasioni sono particolari e strane, è un palco per i ragazzi, per i giovani sognatori».

Lei quanto ci mette a capire se un giovane ha talento?
«Il talento lo percepisci. La prima volta che a  “X Factor” vidi esibirsi Marco Mengoni dissi che per me poteva anche uscire, alla seconda puntata esclamai: “È una superstar!”. A volte basta una performance, una luce che si accende».

Come si arriva dal timido Marco Mengoni di dieci anni fa allo sfrontato Damiano dei Maneskin?
«Marco Mengoni era un diamante enorme coperto di terra da scoprire. Ora i ragazzi con Internet sanno più cose di noi che pure alcune cose le abbiamo vissute. A un certo punto ho smesso di imporre la mia creatività e ho cominciato ad ascoltare. I ragazzi vogliono mettere in scena la loro visione della musica e del mondo».

Tornerà a lavorare con Fiorello nel prossimo show su Raiuno?
«Io e Fiore siamo amici, diciamo che io tifo per lui e mi auguro di tornare a lavorare con lui».

Lei ha lavorato con le più grandi star degli ultimi anni!
«Quando Madonna mi ha scelto per ballare con lei, mi sono detto: “Allora valgo qualcosa!”.  Faceva decine di audizioni, tutti volevano ballare con lei, io non credevo di saper ballare, invece, mi è venuta vicino e mi ha detto: “Tu sei bello”. È stato un momento di svolta, perché in fondo non mi sono mai accettato».

Questa scoperta cosa ha cambiato nella sua vita?
«Madonna mi ha regalato tanti libri, il primo è stato “Il piccolo principe”, un giorno me l’ha tirato mentre eravamo sul suo aereo privato: “Lo devi leggere subito”. Era la prima volta che leggevo un libro, lei mi ha educato, mi ha aperto gli occhi sul cinema, fatto conoscere Fellini, non avevo mai visto un suo film».

Una persona che tiene nel cuore?
«Robin Williams. L’ho conosciuto sul set del film “Piume di struzzo» di Mike Nichols, avevo una piccola parte e il co-protagonista Nathan Lane mi guardava male, non gli stavo simpatico. Robin se n’è accorto, è venuto a bussare al mio camerino: “Sono Robin” ha detto in italiano, e poi mi ha detto di guardare lui in scena e che non ero solo. Umanamente era un gigante».

Lei ha lavorato con tanti «giganti»: Ricky Martin, Katy Perry, Alicia Keys, Eminem...
«Per Kylie Minogue ho seguito più di 2.500 apparizioni tv, ho curato il suo tour in tutti i Paesi del mondo, con Geri Halliwell abbiamo fatto oltre 6.000 tappe di tour».

Tre nomi nel suo carnet: Prince, Michael Jackson, Whitney Houston. Tre morti tragiche.
«Con Whitney per un anno siamo stati in tour per il mondo con gli aerei privati. L’ultimo concerto è stato un po’ triste, in diretta lei perse la voce e non uscì per l’ultima canzone, ma aveva fatto troppe feste e festine. Lì ho avuto una brutta sensazione: appena chiuso il tour, sono tornato in Italia».

In Italia non c’è cantante, showman, regista, stilista con cui non abbia collaborato. La sua agenda sembra l’annuario dello spettacolo.
«Stanotte ridevo perché mi sono accorto di quanti messaggi a cui non ho ancora risposto, nomi incredibili, ma quando lavoro sono presissimo. Ho 829 messaggi neanche aperti. Chiedo scusa a tutti!».

Di amici veri in agenda quanti ne ha?
«Tanti. Veri-veri, che frequento, pochi, ma amicizie storiche tante».

Si emoziona spesso durante le sue coreografie.
«Troppo. Adesso ad “Amici”, che sto lì e comando da sopra, piango come uno scemo tutto il tempo. Ho tentato di spegnere queste lacrime per anni, ma poi perché? È così bello».

E si commuove sempre anche quando parla di sua mamma.
«Sì, lo ammetto, tra l’altro mamma Lina è venuta lo scorso sabato ad “Amici”, è una fan di Maria, dovevo presentargliela».

Mai stato in analisi?
«Sì, in tanti modi. Quando ero piccolo mia madre faceva finta di andare dal dottore e mentre io aspettavo fuori c’era una persona che mi parlava. Poi ci sono andato da solo, anche se era difficile dato che io viaggio sempre».

Si definisce «un sognatore». Il sogno che continua a inseguire?
«Essere un giorno bravo abbastanza da firmare la regia di un film e di un’opera».